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Concerto Bugo - Viclarsen del 17/08/2006



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Concerto Balla Coi Cinghiali

Bardineto

17/08/2006

Da diversi anni si tiene sui monti liguri al confine con il Piemonte un interessante festival dai toni casereccio-culinari. Si chiama 'Balla coi cinghiali', e mantiene ogni volta le sue promesse di genuinità. Arrivati in cima al monte, dopo aver superato abissi nebbiosi più adatti ad un evento black metal, ci si ritrova nei pressi di un tendone provvisto di cucina e circondato da stand e natura. Quest'anno capito in una serata di pioggia torrenziale, giusto in tempo per gustare della buona carnazza affogata in un delizioso barbera locale, e per assistere a quattro concerti, che culmineranno con la performance del loser italiano per eccellenza, Mr.Bugatti.

I Progetto Kontaminazione riassumono un po' tutto il rock alternativo italico degli anni '90. Pesanti dosi di Afterhours e Marlene Kuntz intrappolano la loro proposta in un vicolo cieco di citazioni. Bravini, ma trascurabili.

Addento uno spiedino ed è già metallo: salgono sul palco gli Zembus (da Genova). La loro proposta è un mix di Dream Theater, Symphony X, Iron Maiden e tutto il peggio possibile. Ciò nonostante, una tecnica eccellente permette loro di intrattenere il pubblico con svariate cover eseguite con grande precisione e trasporto. Una promessa per chi ama il genere.

Poi, digerita la crepe con nutella, scorgo sul palco uno strano vecchietto. E' Remo Remotti, poeta\attore romano militante. Egli scuote la folla con un monologo di un'ora, realmente coinvolgente, fatto di puttane, aneddoti personali e un pizzico di politica. Sembra un Califano meno rincoglionito dai soldi, e con una grande ironia borgatara. Promosso a pieni voti, nonostante il pubblico dopo un po' abbia iniziato impietosamente ad inveire per noia. Del resto le cose più 'raffinate' sono per pochi, e c'è davvero molta gente sotto il tendone.

Il pubblico è molto caldo e ubriaco quando è il turno dei savonesi Viclarsen. C'è poco da fare: la natura selvaggia e la carne risvegliano istinti che la vita in città reprime spietatamente, e una band di postrock rumoroso può fare le veci dei Sex Pistols per l'evenienza. Un lungo set a tratti emozionale, a tratti noisy si snoda tra momenti soffusi e scariche rabbiose. Il pubblico gradisce e partecipa assorto a questi torrenti strumentali inframezzati da vocalizzi eccentrici. Ad un certo punto il bassista rivela al microfono un'inquietante verità: 'Scusate, ho avuto un deja-vu'. Si sollevano interrogativi sulle sue abitudini in fatto di sostanze... Molto bella anche la cover di Lou Reed in chiusura, rivisitata a mo' di My bloody valentine.

Bugo non è un mistero per me: mi innamorai delle sue canzonacce diversi anni fa, e questa è la mia quinta volta ad un suo concerto. Qualcosa negli ultimi lavori è cambiato in termini di verve, ma mi posiziono fiducioso sotto il palco sperando (lo ammetto) che questo assurdo personaggio infiammi ulteriormente la serata con brani datati. Questo non accade: la scaletta è incentrata sul nuovo 'Sguardo contemporaneo', con pochissime concessioni ai primi dischi. Meglio così, ho avuto la possibilità di ricredermi definitivamente e constatare che la sua figura è invece rimasta immutata negli anni, e ha carisma da vendere. I pezzi recenti rendono il triplo dal vivo, i musicisti sono dei session-man eccezionali che accompagnano superbamente il protagonista assoluto della serata. 'Gel', 'Sintetizzatore', 'Casalingo', 'Plettro folle', 'Conato'. La gente canta, ride e si dimena. Poi una curiosa situazione: il batterista ha un leggero malore (bonarda?), io guardo Bugo e gli dico: 'fammi suonare, dài!' In un attimo sono sul palco ad accompagnarlo in 'Sei bella come il dì'. A dire il vero non sono un batterista, e me la sono vista brutta in un paio di occasioni, ma tutto fila liscio e mi prendo qualche applauso ironico, e un complimento dal Maestro in persona. L' Ego dei musicisti è smisurato, specialmente con un paio di litri in corpo... Nel frattempo il batterista si rivolta nel backstage, e torna lesto a picchiare i tamburi per un finale tutto pogo e cori.

Ragazzi, non mancate la prossima volta: è un festival stupendo. C'è un'atmosfera speciale, rara in Liguria. E il giorno dopo non mi sono neanche svegliato 'col granchio nel cervello'!

[Morgan]


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