´╗┐

Home Recensioni News Speciali [ Live Reports ] Etichetta Negozio Radio
  rock metal punk indie experimental pop elettronica

Concerto Tool del 19/06/2006



Tetrarch - UnstableTetrarch
Unstable
Dust Moth - Rising // SailingDust Moth
Rising // Sailing
Big Brave - VitalBig Brave
Vital
Godspeed You Black Emperor - G_dGodspeed You Black Emperor
G_d's Pee AT STATE'S END!
The Armed - UltrapopThe Armed
Ultrapop
Thronehammer - Incantation RitesThronehammer
Incantation Rites
Genghis Tron - Dream WeaponGenghis Tron
Dream Weapon
Motorpsycho - Kingdom Of OblivionMotorpsycho
Kingdom Of Oblivion
Bongzilla - WeedsconsinBongzilla
Weedsconsin
Slow Machine - Black Tide EPSlow Machine
Black Tide EP

Seleziona l'anno

2021 2020 2019 2018 2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009 2008 2007 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000

Concerto Datch Forum

Milano

19/06/2006

I Tool non sono semplicemente una band ma una vera e propria religione. Bastava guardare le prime file: avevano tutta l'aria di un qualche girone infernale in cui strane e brutte creature in adorazione erano costrette a muoversi a ritmo della musica suonata da questi demoni armati di chitarra, basso, batteria e voce.

Anche la preparazione al concerto ha un qualcosa di rituale. Cercare la musica adatta da viaggio pu˛ avere un peso determinante per poter innalzare l'anima al momento giusto. Burzum e "Filosofem" hanno raggiunto lo scopo. Ma i nostri Dei hanno pensato anche ai comuni mortali. Ed ecco uscire dalle casse dell'impianto i nostri amati Meshuggah. Peccato non abbiano pensato anche ai maledetti cani fuori dai cancelli, altrimenti poteva diventare un vero e proprio happening psichedelico.

Ma la Band diede disposizioni ben precise: no fumo, no riprese audio e video, no flash.

Alle 21.21 il concerto inizia. Ognuno si avvicina dal proprio musicista preferito. Curiosamente raggiungere le primissime file Ŕ uno scherzo. Decido di piazzarmi, banalmente, davanti al mio guru spirituale: Justin Chancellor. Studiare ogni sua mossa per tentare di replicarla o anche solo per aver maggiori occasioni per spalancare la mascella ed esclamare "incredibile! lo suona lui!".

Il primo pezzo. Lost Keys. Il suono Ŕ completamente sballato. I bassi coprono tutto, la batteria Ŕ inestitente, la chitarra un timido complemento del tutto. No, non deve succedere. Non deve succedere che muoiano gli Dei. Finito il brano parte Rosetta Stoned ed Ŕ il delirio. Finalmente Ŕ tutto bilanciato. La chitarra ha un suono che nessun umano pu˛ riprodurre. Annichilisce qualunque chitarrista della terra. Comprese le 8 famigerate corde di Thordendal. Ogni pennata Ŕ in grado di evocare fantasmi e fate, mostri e divinitÓ. Zeus si chiama Adam Jones. Il motore della band, l'evocatore di emozioni che nessun umano Ŕ in grado di farti provare, il Dalý della chitarra.

Adam suona con naturalezza come se il corpo fosse solo un'estensione della sua chitarra. Si gira verso i compagni quando sbagliano (e Justin un po' di strigliate deve essersele prese), conta il tempo per l'inizio del pezzo e certamente nel frattempo penserÓ a qualche idea delirante per il nuovo disco. O per qualche video.

Il concerto prosegue e uno dietro all'altro i nostri costruiranno una scaletta che fa paura scriverla. Stinkfist, The Pot, Forty Six & 2, Jambi, Schism. Alcuni brani sono introdotti da flussi drone e soundscapes, noise e psichedelici (vengono in mente Melvins, SunnO))), King Crimson). La band si diverte a suonare, e a migliorarsi, come dimostrano le micro variazioni qua e lÓ. Quello che colpisce sono i brani di "10000Days". Suonano molto pi¨ potenti e completi di quelli tratti dai precedenti album. Ecco perchŔ l'apice lo si raggiunge con i brani pi¨ recenti. The Pot, Jambi, Right In Two e Vicariuos suonano perfetti e potenti, adatti alla dimensione live pi¨ dei brani vecchi. Lo si nota tanto i "Sober" che al di lÓ del valore nostalgico non ha infiammato come avrebbe potuto (per˛ una breve modifica nel riff ha fatto cadere le mascelle ai pi¨ attenti), o anche "Schism" ritoccata in velocitÓ (molto pi¨ pesante e lenta) ed estesa nella parte centrale noise, forse per renderla pi¨ vicina alle sonoritÓ attuali della band.

I Tool non deludono, i micro errori qua e lÓ sembrano stati piazzati apposta per far vedere che anche loro sono umani (cosa assolutamente non vera). La presenza scenica innarrivabile. Maynard di spalle per tutto il concerto per evitare i flash degli aspiranti fotografi (al chŔ vi segnalo un trucco: fotografare con il flash non serve a niente se non a immortalare meglio le prime file) e per mostrare il suo splendido tatuaggio sulla schiena. Justin che si dimenava e muoveva le dita come un tarantolato destreggiandosi fra note astruse, tempi dispari ed effetti alieni. Danny Carey a causa del suono un po' impastato non ha svettato come gli altri ma ha comunque effettuato una prestazione maiuscola.

Il concerto si conclude dopo 100 minuti e l'esecuzione di Aenima.

La messa Ŕ finita andate in pace.

[Dale P.]


Recensioni dei protagonisti del concerto:
Tool - 10000 DaysTool
10000 Days
Tool - AenimaTool
Aenima
Tool - LateralusTool
Lateralus
Tool - Opiate EPTool
Opiate EP
Tool - Parabola [DVD]Tool
Parabola [DVD]
Tool - Schism [DVD]Tool
Schism [DVD]
Tool - UndertowTool
Undertow

LIVE REPORTS
19/06/2006MilanoDatch Forum
12/11/2006TorinoMazda Palace
02/09/2007BolognaIndipendent Days Festival

Warning: mysql_escape_string() expects parameter 1 to be string, array given in /web/htdocs/www.taxi-driver.it/home/mysql_func.php on line 1400