´╗┐

Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio
  [ rock ] metal punk indie experimental pop elettronica

Amplifier - The Octopus (Autoproduzione)

Ultime recensioni

Show Me The Body - Trouble The WaterShow Me The Body
Trouble The Water
Upchuck - Sense YourselfUpchuck
Sense Yourself
BrÝi - Corpos TransparentesBrÝi
Corpos Transparentes
Thank - Thoughtless CrueltyThank
Thoughtless Cruelty
Petbrick - LiminalPetbrick
Liminal
Rigorous Institution - CainsmarshRigorous Institution
Cainsmarsh
Mis■yrming - Me­ HamriMis■yrming
Me­ Hamri
Ultha - All That Has Never Been TrueUltha
All That Has Never Been True
Boris - FadeBoris
Fade
Dead Cross - IIDead Cross
II
Just Mustard - Heart UnderJust Mustard
Heart Under
Otoboke Beaver - Super ChamponOtoboke Beaver
Super Champon
Caustic Casanova - Glass Enclosed Nerve CenterCaustic Casanova
Glass Enclosed Nerve Center
The Lovecraft Sextet - MiserereThe Lovecraft Sextet
Miserere
Gaerea - MirageGaerea
Mirage
Menace Ruine - NekyiaMenace Ruine
Nekyia
Aeviterne - The Ailing FacadeAeviterne
The Ailing Facade
Elder - Innate PassageElder
Innate Passage
Abhorrent Expanse - Gateways to ResplendenceAbhorrent Expanse
Gateways to Resplendence
Scarcity - AveilutScarcity
Aveilut

Amplifier - The Octopus
Titolo: The Octopus
Anno: 2010
Produzione: Sel Balamir
Genere: rock / alternative / progressive

Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:




Il trio di Manchester rientra nella cerchia di band totalmente ignorabili. Partendo con ordine, chiunque potrebbe ignorare gli Oceansize a favore dei Porcupine Tree, i Manes a favore dei Nine Inch Nails, i Miocene a favore dei Tool. E altro.

C'e' chi catalizza attenzione, c'e' chi per ovvi motivi rimane l'ombra.

Il problema degli Amplifier e' che sono opzionali o fondamentali, senza sfumature o piedi in piu' scarpe. Il loro "concetto canzone" e' lo stesso discorso. Non esiste LA canzone degli Amplifier, non esiste una "Black Hole Sun" o una "Prison Sex".

Se quindi vogliamo parlare dal concept di questo disco, un polpo rende bene l'idea: scivola, non ha forma.

O ce l'hai tutto in mano o non ne tieni neppure un pezzetto .

Gli Amplifier non si acchiappano per la coda e ti trascinano in perepezie "mastodontiche". Non "fanno tutto loro".

E' quindi difficile, ed impossibile, parlare del lavoro che e' l'apice e la rappresentazione massima della loro natura sfuggente, irrilevante, fondamentale e perfetta.

Arrivare ad amarli e' gia' complicato... e perche' mai ascoltarli? Sembrano un rigurgito di Soundgarden, Tool, Porcupine Tree, Oceansize.

Se c'e' una cosa che nella mia storia personale mi affascina e' che gli Amplifier mi hanno fatto lo stesso effetto che alcune band di Seattle mi fecero quando avevo 14 anni: continuavo ad ascoltarli senza capire il perche', senza capire per quale ragione mi piacessero, senza capire SE mi piacessero e senza inquadrare il genere e il leit motif delle canzoni.

E per la seconda volta The Octopus assorbe e dimostra questo valore.

Con questo disco avrete in mano quasi due ore di rock "alternativo", psichedelico, viscerale, sognante, tecnico, privo di trovate volutamente catchy, con una Rose Kemp nascosta nelle pieghe di questo gargantuano Polpo bidisco [The Sick Rose].

Infine, la terza volta che The Octopus definisce la band e' il tempo necessario a metabolizzare questo lavoro. Di "roba" io ne ho sentita tanta e gli Amplifier mi hanno sempre lasciato l'idea di avere capito tutto tranne un pezzetto. Allora li riascolti. Cosi' passano i mesi, persino anni. Si ha un continuo senso di incompletezza.

E' come se ogni loro disco, ep e canzone fossero dei puzzle volutamente imperfetti e l'intento della band e' incastrarti in un loop infinito.

E di fronte a queste tre caratteristiche degli Amplifier, che definirei "opzionalita'-meraviglia-inesauribilita'", a me viene da gridare al miracolo. Mi sento libero di sceglierli nella loro "non fondamentalita'", mi sento libero di essere meravigliato come un ragazzino e mi sento affascinato dal non comprendere mai a fondo la loro musica.

Perche' non e' tanto la musica "bella", la band "mostruosa", l'innovazione "rivoluzionaria" che manca nel panorama di oggi. Perche' gli obiettivi facili da individuare che qualsiasi gruppo si prefissa, e i tentativi per raggiungerli, annoiano.

Perche' le band che inseguono il capolavoro e la rivoluzione hanno scassato le balle.

Perche' la musica migliore e' uscita fuori lontano dagli schemi e dagli obiettivi.

[ThrasherXXX]

Canzoni significative: Planet of insects, The Imperor, Fall of the Empire


Questa recensione Ú stata letta 8050 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:



tAXI dRIVER consiglia

Waax - Big GriefWaax
Big Grief
Quinto Stato - Quinto StatoQuinto Stato
Quinto Stato
LetLet's Get Lost
...I Remember Yesterday When I Was Grey
Chelsea Wolfe - Birth Of ViolenceChelsea Wolfe
Birth Of Violence
AA.VV. - Judgment NightAA.VV.
Judgment Night
Yeah Yeah Yeahs - Fever To TellYeah Yeah Yeahs
Fever To Tell
Sleater Kinney - The WoodsSleater Kinney
The Woods
Meganoidi - Outside The Loop Stupendo SensationMeganoidi
Outside The Loop Stupendo Sensation
Mudhoney - Since WeMudhoney
Since We've Become Translucent
Mondo Generator - A Drug Problem That Never ExistedMondo Generator
A Drug Problem That Never Existed