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E' Vero Che Ci Beviamo Ogni Cosa? - Coca Cola e MTV




Coca Cola e MTV - E' Vero Che Ci Beviamo Ogni Cosa?


Sono pietrificato dalla mia stessa ignoranza per non aver mai apprezzato a pieno lo sforzo bellico che un live dei "Korn" può produrre e la mente mi rimanda a quattro ore prima, quando il mio chitarrista mi ricordava che sarebbe andato a Civitavecchia per il concerto dei Korn. Subito non riesco a realizzare, poi ricordo di aver notato in TiVi qualcosa che accennava ad un evento offerto da una bibita americana.

Spengo l'apparecchio infernale e mi accingo a scrivere:
"Il live dei "Korn" (ne ho visti solo due) ed io sto trattando di quello televisivo, mi ha lasciato sorpreso e ammetto dopo molto tempo di snobbismo, determinato da un'amore troppo intenso per un altro concetto di musica, che è stato molto intenso. Non credevo che a distanza di anni riuscissero a esprimersi con la stessa determinazione di un musicista che non ha saziato la propria fame di pubblico". Personalmente questo mi piace molto.

Squilla il cellulare ed è divertente venire a conoscienza di un fatto che solletica la mia attenzione: sullo stesso palco prima dei "Korn" sono saliti i "The Rasmus", che sono stati presi a bottigliate (pratica usuale durante i concerti italiani) e cosa ancor più intrigante la rete che ha trasmesso l'evento ha oscurato l'avvenimento, dichiarando un generico problema tecnico.

Non rimango sorpreso e neanche sconvolto dall'accaduto ... mi metto nei panni di chi ha organizzato l'evento, ma dopo due secondi di smarrimento li dismetto subito : chi è l’individuo che ha fatto salire su quel palco i "The Rasmus" ? Prima dei "Korn" !? Evidentemente la roba era tagliata parecchio male...

Credevano forse che ore e ore di video con tette, culi e ... tette e ancora culi ci avessero fatto perdere completamente la ragione? Credevano che associare in modo improprio il termine "Rock" ad una band che sciorina un pop-dark-fashion potesse narcotizzare i nostri neuroni?

Facciamo un passo indietro: l'organizzazione dell'evento vuole invitare una band che possa avere un ottimo riscontro di pubblico, ma non un pubblico di sedicenni arrapati con cartelli e pronti a mostrarsi alla telecamera, un pubblico che possa dare qualcosa in più, in modo da rendere l' intrattenimento televisivo ben più interessante : quindi chiama i "Korn".

Sono giunto ad una mia conclusione personale che spero possa quantomeno interessarvi: i capi isterici delle politiche di vendita e di persuasione delle masse ( non so come altro definirli ), conoscono perfettamente il fenomeno della musica Rock, Metal, Alternative ecc... e sfruttano la passione di chi segue realmente il fenomeno musicale e non il fenomeno da baraccone. Pronti a relegare la stessa passione, poco tempo prima rispolverata a piacere, alle ore più improbe della notte, nei casi più fortunati, oppure a non menzionarla nemmeno. Di cosa hanno paura? Di vendere di più?

Penso che in Italia ci siano troppi pregiudizi verso il rock, come lo conoscono gli appassionati, e penso che per placare il malcontento generale si cerchi di colmare i vuoti definendo rock tutto ciò che non ha senso.
Questo non fa altro che relegare la vera musica ad una sorta di malattia per pochi eletti che ancora resistono strenuamente al bombardamento di ritmi latinoamericani traboccanti dalle radio nazionali e non.

Un capo religioso, a noi molto vicino, poco tempo fa, ha parlato in mondovisione esprimendo concetti che ricordavano le frasi de “Il pianeta delle scimmie”, in cui egli definisce il rock come una pratica pagana che ci allontana dalla nostra natura di uomo.
Rimango incredulo che nel 2005, anno di guerre, tragedie, e crimini, una persona con il potere di rivolgersi alle masse, possa indicare la musica rock come una delle cause del comportamento scellerato del genere umano.
Se pur piccolo, l’atteggiamento del pubblico di Civitavecchia, potrebbe essere interpretato come segno di ribellione ai mass-media ed ai loro ridicoli messaggi subliminali.

Il mercato del disco si muove verso orizzonti che apprezza maggiormente le suonerie per il telefonino rispetto che alla qualità di un cd audio e questo fa sì che il cosiddetto “metallaro” divenga l’unico acquirente serio, di un mercato che sta andando sempre più a rotoli, come quello discografico.
I produttori non tengono conto neanche di questa realtà: in cui diventa inutile comprare un cd degli “Aventura” quando posso ascoltarlo alla radio per quasi due anni di seguito e posso scaricarlo in file mp3 dai siti convenzionati.

Continuerò a farmi arrivare album introvabili, sul territorio nazionale, dall’estero e continuerò ad ascoltare la musica che ho sempre ascoltato consapevole e fiero del fatto che contro di me il pianeta delle scimmie non vincerà mai.


[ADam]