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Stabilità E Mutamento - Tipologie Di Band




Tipologie Di Band - Stabilità E Mutamento


La scelta di questi due termini non è casuale ma ho cercato di trovarne con accezione neutra, al fine di non preferire a priori alcuna scelta che può compiere un gruppo nel suo evolversi.
Per classificare tali caratteristiche è necessario prendere una serie di complessi come campioni rappresentanti di una o l’altra categoria, per poi analizzarne le peculiarità e creare tipologie più generali.

Tipologia 1 – I molluschi
Questi complessi non sono variati di una virgola da quando hanno sono venuti alla ribalta fino ad oggi. Restano immobili e accozzati al loro scoglio. La sottile striscia di tematiche trattate e lo stile con cui sono affrontate permangono pressoché identici. Le strutture e gli arrangiamenti dei brani restano invariati, anche se chiaramente piccole differenze formali compaiono spesso, la sostanza è sempre quella. Esempi: Ligabue, Bon Jovi, Korn.

Tipologia 2 – Le farfalle
Appartengono a questa categoria quei gruppi che, nati dai bassifondi, o meglio dalle nicchie, e quindi nati bruchi, escono alla ribalta, ma per restarci si rendono conto che devono piacere a più persone e si trasformano in magnifiche farfalle. Che fossero meglio da bruchi o meno è un parere soggettivo del pubblico. Esempi: System of a down, Metallica (VS il perfido Mr.Napster), Red hot chili peppers.
Ritengo comunque sintomo di stupidità l’allergia al cambiamento tipica di molti individui che, costringendosi all’anticonformismo, si esercitano invece in una meccanica emulazione del dirimpettaio di turno.

Tipologia 3 – I San Bernardo
Quando arriva la valanga ci vengono a salvare. Questi complessi posso provenire dai retroterra come nella tipologia 2, oppure senza gavetta sono dotati subito di un pedigree nobiliare. L’importante è che siano i salvatori della terra e che vengano apprezzati per questo e premiati con tanta pappa buona. Esempi: U2 (saliti alla ribalta grazie al bravo arrangiatore Brian Eno e lì rimasti anche dopo la parentesi “zarra”), Manu Chao, Pavarotti.
Sarò cinico ma continuo a pensare che la beneficenza, seppur apprezzabile se animata da buone intenzioni, non sia altro che una gran presa per i fondelli (ovvero: ti prendo la casa ma poi ti restituisco un mattone).

Tipologia 4 – I camaleonti
Vale a dire, si trasformano continuamente ma lo scopo è sempre quello di allungare la lingua e papparsi il moscone. Questi esemplari soffrono di nevrosi da cambiamento, potremmo dire una “molluscofobia”. Ora sono un padre di famiglia, ora sono un prete, ora sono un poeta maledetto, ora sono Nelson Mandela, ora sono uno stilita. Quello che non si capisce bene è perché, una volta, racimolato un bel pugno di mosconi, non se ne vadano in letargo o a trovare i parenti che vivono ai tropici, invece che continuare a imperversare per la foresta mediatica. Esempi: Madonna, Celentano.

Tipologia 5 – Gli stalloni/le cavalle da monta
In realtà anche i membri delle tipologie precedenti possono rientrare qui dentro. Il mito della perfezione fisica come sappiamo è nato già nella Grecia classica, adesso però il bombardamento mediatico ci sta portando all’esasperazione e a una cosa forse peggiore: al dare ormai questa perfezione per scontata, creando frustrazioni interne non riconoscendosi logicamente in essa, e non riconoscendo chiaramente neppure chi ci sta intorno. Passata la digressione da psicologia spicciola e ritornando alle band spicca in questa tipologia il binomio bello-bravo (kalòs kai agathòs) che non è altro che un costrutto letterario/immaginario; applicandolo però alla realtà ci si è resi conto che la gente è portata a crederci, altrimenti non si spiegherebbero i milioni di dischi venduti da Blue e compagnia cantante. La ricetta a dire il vero non funziona sempre, ma ritengo che dipenda più dai registi dei videoclip e dai visagisti che dagli arrangiatori dei brani.
Altra cosa altrettanto inquietante riguarda il fatto che anche chi non è un David di Michelangelo, se analizzato nel dettaglio, è privato di quei piccoli difetti tipici della gente comune, a cui però i prodigi della tecnica (e delle palanche) sono stati in grado di sopperire.
Esempi: a bizzeffe, anche gruppi composti da “scazzati che del look se ne fregano”, tanto per chiarirci.

L’articolo è potenzialmente infinito, sono benvenute nuove tipologie e ulteriori esempi. E naturalmente contestazioni. Sbizzarritevi.

[G. Threepwood]