Checkmate Rock Club, il segreto meglio custodito dell’Underground italiano

Il leggendario circolo ARCI Checkmate Rock Club dispenserà birrette fresche durante il Taxi Driver Summer Fest.

Uno dei punti più ovvi quando io e Sara decidemmo di rendere reale l’idea di organizzare una festa del “marchio” Taxi Driver (negozio, etichetta, webzine) fu affidare la somministrazione di “liquidi” al Checkmate Rock Club. Lo dico subito: senza questo amato/odiato circolo sicuramente non esisterebbe il negozio di dischi.

In un travagliato 2007 (anno di grandi cambiamenti nella mia vita) uno dei migliori amici che si possano avere e spassosissimo compagno in indimenticabili, assurde, serate chiamato Giovanni Chirico ma per tutti Jonny (senza h, al contrario della famosa Deborah) decise di prendere in gestione il Checkmate con altri tre curiosi personaggi (suo fratello Luigi Chirico, Gian Pietro Mainardi e Daniele Bencio, poi sostituito da Luca Bagni). Qualsiasi ragazzo della nostra età sognava di avere un proprio locale e chi meglio del più esperto di bevute della compagnia e catalizzatore delle serate poteva prenderne uno in gestione? Dovete sapere che la storia di questo circolo parte da molto lontano ma negli ultimi anni si era un po’ arenata diventando un tranquillo ritrovo per nerd. Ma Jonny e gli altri (pur essendo a loro modo nerd) avevano ben altri piani e uno di questi parlava di “musica dal vivo” originale. No cover, no tributi.
Ai tempi avevo organizzato alcuni concerti per la band in cui militavo ma nulla di più e ovviamente mi occupavo della webzine musicale (www.taxi-driver.it) da ormai alcuni anni. Ero quindi “l’esperto musicale”. E disoccupato. Così mi fu fatta la richiesta che cambiò la mia vita per sempre: “vuoi occuparti della programmazione settimanale della musica dal vivo del Checkmate?”. Volendo lavorare a tutti i costi nel mondo della musica ed essendo ai tempi orfano di band mi lanciai in questa impresa.

calomito

Genova aveva perso da poco un locale come il Fitzcarraldo che per parecchi anni diede vari motivi per imbracciare gli strumenti e salire su un palco “serio”. Da un lato c’erano i famosi Giovedì al Buridda organizzati da DisorderDrama dall’altro le discussioni “nerd” su quanto fossero sfigati i locali che fanno suonare cover band (il forum di Genova Tune vi dice qualcosa?). In quei famosi Giovedì si potevano vedere 3, 4 anche 5 band a sera totalmente sconosciute (almeno a noi pivelli dell’underground), molte locali e tantissimi stranieri con un prezzo di ingresso assolutamente ridicolo. Il discorso nerd anti cover band invece si può riassumere così: “perchè se ci sono così tante band fighe bisogna sprecare un palco per roba già sentita mille volte e neanche suonate dai membri originali?”.

tanake

Dopo infinite riunioni sul capire cosa fare e non fare, chi chiamare e chi no, quanto spendere, come comportarsi con gli ingressi scrivemmo un calendario ipotetico e decidemmo per un ingresso libero senza consumazione obbligatoria. Solo la tessera ARCI. Questo per non limitare la visibilità a band sconosciute ai più: il palco doveva essere innanzi tutto una palestra (concetto che fu alla base anche del Cabaret) e iniziai a cercare persone che condivissero questo spirito e che volevano un palco per proporre le loro idee in musica. Fu così che negli anni in cui ero “direttore artistico” suonarono decine di band praticamente al debutto!

lucertulas

Sei della provincia di Cuneo e hai fatto un demo ep? Perfetto, vieni al Checkmate! Sei di Genova e non hai mai suonato con una band di fuori? Vieni a suonare in apertura!

Facevo di tutto: stampavo i volantini, mi dilettavo a fare il fonico, scattavo le fotografie, sceglievo la musica prima e dopo il concerto, ospitavo le band a dormire e passavo parecchio tempo su myspace a promuovere il locale!! Tramite quel sito ormai in disuso contattavo anche le band, ed era comodissimo: ascoltavo dal player della pagina e scrivevo una mail. E loro rispondevano!!

In tre anni di programmazione sul palco del Checkmate si sono esibite band di ogni genere: dal cantautore folk americano alla band noise francese al gruppo hardcore di Roma. Per darvi un’idea: il Maniscalco Maldestro, El Thule, I/O, Sabot, Chris Leo’s Vague Angels, Pitch, Wolfango, Morkobot, Dead Elephant, Birthmark (Nate Kinsella), Travels (Victory At The Sea, Metal Hearts), Arms & Sleepers, The Cannery, Crash Normal, Atomic Workers, Tom Moto, Lucertulas, Cani Sciorrì, Treehorn, Gerda, Si Non Sedes Is, Psycofagist, Putiferio, Lush Rimbaud, Sea Dweller, Instrumental Quarter, Tanake, Io Monade Stanca, Ruggine, Inferno, Three Steps To The Ocean, A Cold Dead Body, The Big White Rabbit, Evolution So Far, Dust Inside, Cloud Nine, June Miller, Armstrong?, Farmer Sea, Murnau, Chewingum, Antea, A Flower Kollapsed, Damien*, Somewhere Between, Tiger Tiger!, Single Sign On, Arbdesastr, Just Add Melody, Marnero, Ricochet, Viola Riot, 2 Novembre, Christopher Walken, Gea, Temple Of Deimos, Varusclis, Come Quando Non Puoi Ridere, Unsolved Problems Of Noise,Gandhi’s Gunn, VolumiCriminali, Drunken Butterfly, Stone Smokers, Lucky Mind Erased, Deimos, Failure, Tune Crash, White Mosquito, Fungus, Demetra Sine Die, Rocktone Rebel, Stoni, Eat The Rabbit, Headcreeps, Japanese Gum, Hermitage, Kramers, Calomito, Midryasi, Chewbecca Chainsaw Massacre, St.Ride, Motorcycleirene, INquiete, Senpai, The Vicious, Still Leven, Ur, Q, Fabio Zuffanti, Dresda, Cartavetro, Passover, Pek, Karmatest, Rise of the Negative, Valerian Swing, The Blues Against Youth, Infection Code, Nant, Inspector, Fase Cronica, Lilium, Hesus Attor, Stake off the Witch, Giuliano Dottori, Qube, Ogni Giorno, Maxena Tace, Acajou, I Venus, La Costante K, ETB, Hipurforderai, Llewelyn, Taras Bulba, Ophelia, Acid Yellow Three, Zorn, Hazy Twilight, Toolbox Terror, Anticoagulates of Susi, Dr Fuelgood, Carcharodon..

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La maggior parte dei nomi non vi dirà niente e proprio questo dovrebbe farvi capire l’idea “coraggiosa” di offrire uno spazio di musica inedita all’interno della città. E questo, incredibilmente, funzionò!! Per la prima volta a vedere le band locali veniva parecchia gente e spesso il pubblico era formato proprio da musicisti di altre band amiche! Potevamo vedere da vicino i mega amplificatori valvolari delle band noise, ascoltare roba più astratta o ospitare side project di oscure glorie. Mediamente valeva sempre arrivare alle 2230 e godersi i concerti fino a mezzanotte.

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Fu proprio al Checkmate che conobbi i Gandhi’s Gunn. Furono gli unici che per il concerto vollero occuparsi anche della grafica della locandina! E che locandina!! Avevo trovato degli appassionati di poster art come me!! Poi li vidi sul palco e “wow! ma questi fanno stoner figo! e quel pezzo che mescola Isis e Kyuss è incredibile! (era Going Slow) E che voce alla John Garcia!!” Qualche mese dopo Kabuto abbandonò la band e rimasero senza basso. Così in qualche modo iniziai a farmi notare da loro. Ricordo una telefonata di Giacomo che mi disse “A noi in futuro servirà un fonico perchè vorremmo andare in giro a suonare”. In quel periodo facevo un corso da fonico proprio per capirci qualcosa di più durante le serate e loro stavano registrando Thirtyeahs proprio in quello studio, quindi avevo anche sentito il loro disco in anteprima. Deviai subito rispondendo “Si ok ma a me interesserebbe di più suonare il basso con voi!”. Poco tempo dopo sarebbero diventati la mia band e iniziai, oltre ad appassionarmi al genere, anche a vivere tutte le scene underground italiane. Vitalissime e, pur spesso ostiche, offrono più di un motivo per interessare anche l’ascoltatore occasionale.

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Negli anni il circolo è cambiato, ha passato difficoltà notevolissime (per esempio due alluvioni) e dei quattro soci iniziali è rimasto solo Jonny che proprio per il suo coraggio e determinazione ci ha spronato ad aprire un’ attivtà e da lì partire ad inseguire un sogno. Il Checkmate ha mostrato (forse per la prima volta) una città vitale, ospitale e degna di essere amata. Ha anche realizzato uno dei sogni di tanta gente: un locale nella propria città in cui poter ascoltare musica interessante, poterne parlare e viverla a 360°. E’ il nostro CBGB’s. Sporco, puzzolente, brutto ma così ricco di soprese. (guardate, per esempio, nella parete in fondo in basso a sinistra e vedrete una lanterna disegnata. E’ colpa di un certo Chuck Sperry sbronzo).

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Dopo 3 anni di stress ma soprattutto gioia e divertimento, il lavoro in negozio e l’attività live della mia band mi costringono però a fare la scelta più sofferta: smettere di organizzare concerti. Avevo fatto talmente tanta strada in quegli anni che purtroppo il Checkmate era diventato impossibile da seguire con attenzione e amore. Ma ero anche tranquillo che Jonny avrebbe portato avanti lo spirito con grande devozione!! E così passò lo scettro alla sua compagna Priscilla Jamone e nel giro di poco tempo il calendario si riempì di nomi sconosciuti ai più, vecchi amici che tornano a trovare e continuano a suonare, side project e nuove musiche strampalate! Il Checkmate continua a vivere e la lista delle band che hanno calcato quel caloroso palco si è moltiplicata.

Con il primo festival Taxi Driver divideremo un’altra esperienza indimenticabile con Jonny e Priscilla con la ormai consueta certezza che se ce l’abbiamo fatta centinaia di volte ce la faremo anche questa!

masojonny

2 Commenti su Checkmate Rock Club, il segreto meglio custodito dell’Underground italiano

  1. Dave Colui // 10 luglio 2015 a 22:15 // Rispondi

    Ottimo articolo caro Maso!
    Momento vecchi tempi davvero commovente…

    Hai dimenticato di scrivere che il buon Jonny per aprire il Checkmate s’era indebitato fino al collo, debiti che credo stia ancora pagando adesso.
    Che dire… tanti ostacoli nel corso degli anni per il Checkmate: ispezioni della polizia, ispezioni della Siae, proteste dei vicini di sopra, gruppi che a volte non si sono presentati al concerto (con i danni che possiamo immaginare), debiti delle banche, casini dei fornitori, e le famose due alluvioni che hai ricordato, che hanno distrutto tutto il distruttibile.
    Ma il tutto questo non e’ bastato a demolire Jonny e il Checkmate, che anzi sono sempre risorti piu’ forti di prima e meglio di prima.

    Ricordo con piacere nel 2007 i tanti “gufi” che scommettevano sulla breve durata del Checkmate gestione Jonny: “Durera’ al massimo un paio d’anni”, “Esageriamo: tre anni massimo prima che fallisca”

    Alla vigilia della stagione numero 9, dove sono finiti questi espertoni?
    Nascosti dietro il calciobalilla del Checkmate?
    O mimetizzati in mezzo ai divani? 😉

  2. masotaxidriver // 13 luglio 2015 a 2:13 // Rispondi

    Grazie per il commento!!
    Tutto vero. I gufi rendono la competizione ancora più divertente! 😀

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