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Gli Slomatics vengono da Belfast e non hanno mai cercato di imporsi con effetti speciali. Dalla loro parte hanno però un peso sonoro degno dei colossi del genere. Non a caso agli esordi venivano accostati ai più celebrati Conan: ma se questi ultimi col tempo hanno perso un po’ la bussola, gli Slomatics hanno invece costruito con costanza una discografia ideale per gli amanti del doom più lisergico.
Con Atomicult si può addirittura tornare a parlare di doom cosmico: il concept è di ispirazione spaziale e le sonorità non mancano di aperture psichedeliche. L’uso dei synth risulta particolarmente efficace, aggiungendo varietà a una formula che, basata sul riff lento e ribassato (ma privo di basso), avrebbe potuto rischiare la monotonia. La voce, trattata anch’essa come uno strumento aggiuntivo, spinge le influenze lungo diversi sentieri del doom, fino a ricordare in Biclops persino i Goatsnake.
Un disco ostico, certo, ma firmato da una band che non ha mai inseguito il consenso facile.
[Dale P.]
Canzoni significative: Phantom Castle Warning, Night Grief.
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