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Nel mondo dell'underground rumoroso esiste un prima e un dopo i Chat Pile. Prima del loro arrivo, band come Jesus Lizard e Shellac rappresentavano il modello da seguire per costruire architetture sonore capaci di aspirare a un disco su Reptilian Records e magari a tre o quattro date fuori dalla propria città. I Chat Pile hanno archiviato tutto questo nel giro di pochissimo, conquistando il pubblico più giovane con un sound meticcio e rivendicando senza imbarazzo influenze nu metal che, fino a quel momento, nella scena erano considerate poco meno di un tabù.
I Truck Violence si inseriscono in questa scia e sono stati abbastanza rapidi da conquistare un contratto con l'influente The Flenser, etichetta che garantisce ottime recensioni, una distribuzione solida e un'attività live interessante. L'esordio Violence era uscito in cassetta per la canadese Mothland (casa anche dei fantastici Yoo Doo Right) nel 2024, per poi essere ristampato l'anno successivo dalla Southern Lord, suscitando una certa curiosità tra gli ascoltatori più attenti.
The Weathervane Is My Body non delude e mostra una band che prende i Chat Pile e li rielabora a modo proprio, preferendo flirtare con il post hardcore piuttosto che con i Korn. La paranoia non manca, intervallata da una piccola dose di folk country (e qui è impossibile non pensare al disco con Hayden Pedigo) e da una quantità di riff sludge davvero notevole.
Dopo anni di sostanziale immobilismo, il noise rock ha finalmente trovato una nuova strada, capace di affascinare anche il pubblico più giovane. Resta soltanto da sperare che non finisca rapidamente per riempirsi di cloni di cloni.
[Dale P.]
Canzoni significative: My Dog Would Fuck The Air, Stomach As A Tower and The Globules Descending.
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