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Concerto Soundgarden - Refused - Afghan Whigs del 04/06/2012



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Concerto Arena Rho

Rho

04/06/2012

Senza mandarle a dire: il biglietto era assurdamente costoso. All'ingresso scopro pure la sorpresa che costa 60 euro invece che i quasi 70 di ticketone [piu' prevendita].

Il parcheggio costa 15 euro. Questo e' anche peggio.

Continuare a fare la pelle ai giovani per le loro passioni e' da criminali.

Complimenti.

Sui Gaslight Anthem possiamo dire almeno una cosa. Se non ci fossero stati non ne avremmo sentito il bisogno. Qualcuno li paragona a Springsteen che suona in una cover band dei Cure. A me sembravano dei brutti Pear Jam con Bryan Adams alla voce.

Non li conosco e tutte le canzoni mi passano sopra e proseguono oltre. Il chitarrista emo continua la performance tra mille echi e riverberi, il cantante forza cosi' tanto l'effeto "roco" che spezza la voce e si sgola in piu' occasioni.

"...pero' io sono incazzato che i Soundgarden non suonano Rusty Cage. Voi non siete incazzati?"

Si', se non la suonassero, ma anche qui avete sbagliato.

Gli Afghan Whigs nascono nell'86 e si vede nei loro capelli, nelle loro pance, nelle espressioni e nelle loro rughe. Hanno sei dischi all'attivo e arrivano dal profondo di mamma Sub Pop. Il loro set minimalista pesa come un macigno.

Con "Gentlemen" sposterebbero anche la Grande Muraglia.

Con loro arriva il primo ingrediente della serata. Rock che puzza di velluto, etichette indipendenti e sudore. L'esecuzione dei pezzi e' impeccabile, fin troppo pulitina.

Pare che si siano riprodotti e da 3 siano diventati 6. Ma le ragazzine degli anni 90 sculettano e cantano. Hanno 40 anni, quelle ragazzine, ma Greg Dulli e' il loro Tony Hadley.

Il resto della band assomiglia tanto ad un gruppo commessi di negozi musicali che fanno provare delle B.C.Rich a dei sedicenni che suonano Battery e Orion.

Se le reunion servissero come un ripasso per gli over 30, a portare i propri figli ad un concerto, a prendere a calci in culo tutta quella musica che oggi suona un po' troppo tutta uguale, a scoprire le radici di quello che ci portiamo dietro, ecco, gli Afghan Whigs sono la miglior medicina.

I Refused.

I Refused.

I Refused vincono tutto. Precursori di un genere e di un'epoca, dicono tutto tra il 92 e il 98. Poi ce li dimentichiamo e quando esce fuori Calculating Infinity dei Dillinger Escape Plan ci sembra di aver scoperto l'America.

Fossi svedese, sarei scocciato.

Dennis Lyxzen dice "Esiste ancora il Babilonia? Perche' quando ci suonavamo noi se arrivavamo a 400 persone era gia' un tremendo successo e stasera... WOW"

Al momento dei Refused siamo tanti. Sono nelle prime file e non vedo quanti. Ma siamo veramente tanti. Siamo troppi per un gruppo da pogo, da gomitate e da spinte. Con qualche anno in meno ci sarebbe del sangue in piu' per terra.

I Refused sono vestiti da dandy inglesi, abiti azzurri e blu, camicie bianche. Mi ricordano gli Helmet cosi' tanto che poi sfasciano tutto.

Dennis e' incontrollabile. E' una furia di calci volanti, di mosse di breakdance, movenze a-la' Michael Jackson. Si lancia sul pubblico e rimane in piedi sulle mani delle persone. Decide di usare un monitor come trampolino per i suoi salti fin quando non viene praticamente rimproverato da un tecnico che corre a rimetterlo a posto.

E' un Gesu' dell'hardcorde che perde pezzi di vestiti canzone dopo canzone.

Finisce sudato, tatuato e nudo quasi fossero i Converge.

L'acclamazione del pubblico e' commovente. E' la serata dei morti viventi, di band resuscitate, di gente che aveva smesso di ascoltare quei dischi da almeno un decennio.

Questa e' decisamente la serata che ti fa dire "Allora da ragazzino non ero coglione. Qualcosa ci capivo."

Per i Soundgarden il palco viene svuotato. Tabula rasa. Via tutto. Pure le spie.

La folla acclama "l'omino con l'aspirapolvere" che, in mezzo a due dozzine di tecnici ed armato di 1200 Watt di potenza aspirante rossoferrari, ramazza per benino tutto il palco. A Chris Cornell la polvere non piace.

E a Cornell piace essere puntuale. Cosi' per non far torto nessuno sparano "The Telephantasm" intorno alle 21.20 e poi l'immancabile intro di "Searching with my good eye closed".

A nessuno, per tutto il concerto, balenera' in mente questo dato: i Soundgarden hanno VENTOTTO anni. Tredici di attivita', quindici di fermo. Se io penso di rimettermi ad ascoltare alcune cose che amavo quindici anni fa' mi viene da ridere. Figuriamoci se fossi un musicista e tornassi in tour mondiale con quella musica.

Non posso spiegare l'emozione di vedere Thayil e Shepherd condividere il palco con "i musicisti seri" e sentire l'odore di quell'epoca in cui tutti e quattro contavano allo stesso modo. Cameron e' il batterista professionale rock piu' gettonato degli ultimi 30 anni, ormai un uomo al comando di Eddie Vedder, e Cornell e' un cantautore in lotta tra la copertina di Vogue e Rolling Stone.

Thayil deve aver passato anni a giocare a biliardo. Di Shepherd possiamo vedere un sacco di foto su facebook dove e' in giro a sorridere come uno sconosciuto tra degli sconosciuti.

E il ritorno dei Soundgarden rovinera' per sempre questo loro aspetto.

Morti nel '97, erano finiti prima della rete, prima dei social network. Erano il gruppo "della cassettina" e di qualche rara foto su una rivista. Non avevano faccia.

I Soundgarden erano Superunknown e viceversa, indissolubilmente.

Ora sono una band che temo di perdere in mezzo alle edizioni itunes dei dischi, tra le interviste in rete, i bootleg su spotify, i video su youtube.

Ieri sera abbiamo visto una band ormai nota che ha dato fondo alla loro carriera ed ha suonato quasi tutto quello che era possibile suonare. Abbiamo sentito un 48enne cantare pezzi che faceva alla meta' dei suoi anni.

Non hanno fatto sconti a nessuno e per una "Black hole sun" hanno ripagato il pubblico con "Ugly truth" ed "Hunted down".

"Blow up the outside world" ? Allora prendetevi anche "Gun" e "4th of july".

Volete il bis? Eccovi "Slaves and bulldozers".

Ad un certo punto del concerto il pubblico si e' messo a cantare "Big Dumb Sex". Cornell cerca di soprassedere ma Thayil si mette a ridere e accenna il riff.

Il set e' un esplosione di luci, di visual in movimento ed alcuni statici "con qualche problemino" [leggesi "il terzo occhio del teschio fatto a cattedrale non ne voleva sapere di stare nella sua orbita"].

Trovo difficile criticare qualsiasi cosa siano stati i Soundgarden questo 4 giugno 2012.

"Live to rise". Ecco. Quella e' proprio imbarazzante. Cornell continua a dire che non fara' parte del disco in uscita ad ottobre e che e' stata scritta per un film di supereroi, ma e' e rimane una scelta sbagliata ed e' la prima scelta fatta dopo tanti anni.

Sono un po' di legno? Un po' troppi errori? Allora non conoscete abbastanza i Soundgarden o forse ci avete ricamato troppo sopra, mitizzandoli come i reucci del metallo alternativo.

I Soundgarden sono ed erano questi. Forse prima del '91 erano anche altro. Ma, in fin dei conti, sono sempre stati questi: un gruppo da studio, che e' sempre risultato un po' freddino e altezzoso.

Erano nominati "Frowngarden" nel tour di Superunknown. Il giardino dei musoni.

Questo in tanti non lo sanno, ma capisco che sparare sopra una reunion e' la seconda regola di passare per intenditori di musica. [nota bene: la prima regola e' proclamare che "il primo disco e' il migliore.", qualunque sia la band.]

Le uniche perplessita' nascono dopo il concerto.

Down on the upside e' stato accantonato dalla reunion. Niente "Pretty noose", niente "Never the machine forever", niente "An Unkind". Niente "Karaoke".

Gli ultimi scampoli di Soundgarden dei '90 sono svaniti. Questo mi fa paura, perchè le scelte future potrebbero essere astute mosse di mercato della band che usa il logo di Badmotorfinger.

I Soundgarden che si stavano trasformando a fine carriera potrebbero non vedere mai piu' la luce.

Un'ora e quaranta minuti dopo decidono che e' arrivato il momento del bis con "Jesus christ pose" e "Slaves and bulldozer" per mandarci tutti a casa.

Alla fine Thayil molla la chitarra su un amplificatore come nel miglior "Motorvision" e Cornell si inginocchia tra chitarra e effetti.

Frastuono in puro stile noise, una vita urlante ci saluta.

Mi accapparro una maglietta e aspetto che una tizia spenda 445 euro prima di recuperare un poster in edizione limitata.

Verso casa il cielo e' la copertina di "Fell on black days".

[Thrasher XXX]


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