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Concerto Nick Cave del 22/02/2004



London Odense Ensemble - Jaiyede Sessions Vol. 1London Odense Ensemble
Jaiyede Sessions Vol. 1
Greg Puciato - MirrorcellGreg Puciato
Mirrorcell
Devil Master - Ecstasies of Never Ending NightDevil Master
Ecstasies of Never Ending Night
Sasquatch - Fever FantasySasquatch
Fever Fantasy
Candy - Heaven Is HereCandy
Heaven Is Here
Nova Twins - SupernovaNova Twins
Supernova
Sinead OSinead O'Brien
Time Bend and Break The Bower
White Ward - False LightWhite Ward
False Light
Terzij de Horde - In One Of These, I Am Your EnemyTerzij de Horde
In One Of These, I Am Your Enemy
Besvärjelsen - AtlasBesvärjelsen
Atlas

Auditorium

Milano

22/02/2004

Magia. Non trovo una parola migliore per descrivere quello che il Re Inchiostro e i tre Bad Seeds al suo seguito sono riusciti a creare nell’Auditorium. Raramente ho visto concerti a teatro e, entrando nell’Auditorium, mi sono trovato in un mondo nuovo: guardaroba gratis, mostre fotografiche stupende nel piano interrato e maschere in smoking che accompagnavano ai propri posti giovinastri, come me, senza neanche uno straccio di camicia.

Il costo del biglietto è esorbitante, 50euro per la galleria e 60 per la platea, ma il concerto, in questa cornice, è senza prezzo.

La scaletta è perfetta, stra-apprezzata da tutti, con pochi pezzi dell’ultimo disco, che non è ancora entrato nel cuore dei fans, e rivisitazioni incantevoli di tutti i prezzi più attesi da chi ama Nick Cave, al punto da comprarsi un biglietto così caro.

Cave dialoga col pubblico e si muove elegantemente dietro un meraviglioso Stanway a coda, mentre presenta le varie Mercy seat, Do you love me pt2, Henry Lee, Darker with the day, ecc. e ci delizia coverizzando Jonny Cash e Tim Buckley, l’audience lo adora e lo costringe a suonare per oltre due ore. Addirittura una spettatrice viene coinvolta nell’esecuzione di Into my arms.

Purtroppo, il difetto dell’ascoltatore medio di Nick Cave, è che non si cura dei Bad Seeds come meritano: Martin Casey è un bassista di una precisione infinita, Jim Sclavunos accarezza e malmena una batteria essenziale, dimostrando di poter dare lezioni di dinamiche e gusto a chiunque, ma è Warren Ellis a incantarmi. Prima del concerto ero un po’ perplesso dall’assenza completa di chitarre, ma il violinista riesce a violentare la mia idea della musica; con plettro e mani trasforma il violino in una chitarra ritmica adeguata, e quando arriva il suo assolo, alza l'archetto al cielo, si gira verso l’ampli per sfruttare il feedback, pesta il distorsore e si dimostra maestro di armonia, di suoni, di noise e di musica, nella sua interezza. Incredibile il solo di Stagger Lee.

Tutti i suoni sono perfetti, come mai avevo sentito dal vivo, ma meritano una menzione particolare anche i tecnici delle luci, che riescono a diventare parte integrante di una ventina di canzoni immortali.

[Ernest]


Recensioni dei protagonisti del concerto:
Nick Cave - GhosteenNick Cave
Ghosteen
Nick Cave - HenryNick Cave
Henry's Dream
Nick Cave - Let Love InNick Cave
Let Love In
Nick Cave - Murder BalladsNick Cave
Murder Ballads
Nick Cave - No More Shall We PartNick Cave
No More Shall We Part

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22/02/2004MilanoAuditorium