Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio Festival
  rock [ metal ] punk indie experimental pop elettronica

Human Indu[B]strial - Deflore (Subsound)

Ultime recensioni

Mantar - Grungetown Hooligans IIMantar
Grungetown Hooligans II
Fiona Apple - Fetch The Bolt CuttersFiona Apple
Fetch The Bolt Cutters
Thou - Blessings Of The Highest OrderThou
Blessings Of The Highest Order
Wrekmeister Harmonies - We Love To Look At The CarnageWrekmeister Harmonies
We Love To Look At The Carnage
Tricot - ???Tricot
???
Bada - BadaBada
Bada
Kidbug - KidbugKidbug
Kidbug
Louise Lemon - DevilLouise Lemon
Devil
Mrs Piss - Self-SurgeryMrs Piss
Self-Surgery
Vega Lee & John Nova - iSpace DramasVega Lee & John Nova
iSpace Dramas
Myrkur - FolkesangeMyrkur
Folkesange
BlackLab - AbyssBlackLab
Abyss
Witchcraft - Black MetalWitchcraft
Black Metal
Brant Bjork - Brant BjorkBrant Bjork
Brant Bjork
1000mods - Youth Of Dissent1000mods
Youth Of Dissent
Jazz Sabbath - Jazz SabbathJazz Sabbath
Jazz Sabbath
Oranssi Pazuzu - Mestarin KynsiOranssi Pazuzu
Mestarin Kynsi
Elder - OmensElder
Omens
Shaam Larein - SculptureShaam Larein
Sculpture
Shabaka And The Ancestors - We Are Sent Here By HistoryShabaka And The Ancestors
We Are Sent Here By History

Deflore - Human Indu[B]strial
Voto:
Etichetta: Subsound
Anno: 2006
Produzione:
Genere: metal / industrial / alternative



Che piacere sentire questi dischi. Sono quei classici lavori che riprendono un genere un po' dimenticato, messo da parte dalle mode, cercando di proiettarlo nel futuro. Stiamo parlando di quella splendida stagione del metal industriale degli anni '90, quando ancora l'elettronica non era stata fagocitata dalle grandi produzioni 'heavy', e un manipolo di bands avveniristiche affidava interamente la propria sezione ritmica a samples e drum machines. Godflesh, Ministry, Prong, Die Krupps ci regalarono i loro grandi capolavori, poi il nulla.

Questi Deflore (numero di catalogo 001 per la neonata Subsound records, ottimo esordio!) riprendono il filo da dove si era spezzato, e proseguono nella direzione di un suono monolitico e ripetitivo, forte di contaminazioni attualissime che vanno dallo stoner (arrivando spesso a soluzioni simili ai connazionali Ufomammut) al postcore di Isis e compagnia. Undici tracce strumentali, prodotte in modo eccellente: un ascolto arduo che rende al massimo su impianti potenti (questa non è roba da walkman...). L'elettronica è programmata con rara perizia, e rappresenta a mio avviso il punto forte dell'intero lavoro, in quanto i pattern chitarristici, non proprio originalissimi, difficilmente reggerebbero ascolti prolungati senza annoiare gli orecchi meno esperti. Tra bordate spaventose e campionamenti metalmeccanici si giunge ogni tanto a fraseggi più soffusi, in cui le dissonanze si smussano e c'è tempo (poco) per respirare. In questi frangenti i due musicisti romani mi sembrano una versione dub dei Tool. Solo che a partire da questi 'stati' non approderemo a complessi barocchismi armonici, ma al freddo acciaio di un orologio mastodontico.

Mi auguro (da estimatore del genere) che questa band osi ancora di più in futuro: tra questi solchi sento le potenzialità di un nuovo modo di intendere il rock industriale. E, senza scomodare troppo il vecchio Broadrick (che ha continuato a cantare in tutti questi anni), un'altro felice capitolo del rapporto uomo\macchina.

[Morgan]

Canzoni significative: S-Zwein, Connect.


Questa recensione é stata letta 2752 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:



tAXI dRIVER consiglia

Deflore - Human Indu[B]strialDeflore
Human Indu[B]strial