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The Way Of All The Flesh - Gojira (Listenable)


Gojira - The Way Of All The Flesh
metal / thrash / death

Voto:
Produzione:
Originalità:
Tecnica:

Voto utenti (225):

Produzione: Joe Duplantier
Anno: 2008




"The Way Of All Flesh" conferma l'ottimo stato di salute dei Gojira, già evidenziato dall'ottimo "From Mars To Sirius" di tre anni fa. La corazzata francese è rimasta tangente a quanto mostratoci in passato, con chitarre taglienti e muscolari che hanno appreso alla perfezione la lezione neo-thrash di nomi divenuti oramai basilari come Meshuggah, Strapping Young Lad e Fear Factory e con schemi di svolgimento molto prossimi alla poetica progressive.

Strutture ritmiche cervellotiche e pesanti come pachidermi rendono ogni brano cangiante, suturando con precisione chirurgica lievi allucinazioni cyber (più dovute all'attitudine sonora) con partiture killer derivanti direttamente dal sempre truculento emisfero death metal ("Yama's Messenger", "All The Tear").

Praticamente un autentico assalto alla giugulare l'apparizione dell'inviperito singer dei Lamb Of God Randy Blythe, ospitata di lusso in "Adoration For None" che da luogo ad uno degli episodi assolutamente più incendiari dell'intero lotto. "Oroborus" inaugura l'opera colpendo affondo col suo riff spiralico e dalla forte impronta melodica mentre certi frangenti assumono toni drammatici, quasi claustrofobici come ben dimostrato da "A Sight To Behold" (dall'incipit all'acido solforico) e dalla strumentale "The Silver Cold" (che potrebbe ricordare i Deftones più arpeggianti). "Vacuity" è il singolo caterpillar, magari un po' troppo statico nella forma, ma ben concepito nella sua linearità che si districa tra grovigli di ferraglia, con un buon refrain che prende immediatamente. È verso fine tracklist però che i Gojira però riservano le cose migliori con vere e proprie stilettate di classe come il prog-metal di "The Art Of Dying", i morbidangelismi frammisti a tentazioni mosh di "Esoteric Surgery" e l'eccelsa title-track, che alterna parti oscure a momenti di pura possessione metallica.

Ai Gojira potrebbe essere imputata come unica colpa quella di non osare molto nelle sperimentazioni stilistiche, restando sempre e comunque fedeli al verbo del metal (ammodernandone però la sua più che trentennale essenza). Non si chiede in effetti altro al four-piece transalpino all'infuori di creare musica detonatrice, cosa che riesce loro parecchio bene.

[Marco Giarratana]

Canzoni significative: Vacuity; Oroborus; A Sight To Behold; Adoration For None; The Way Of All Flesh.


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