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Inlet - Hum (Earth Analog)

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Hum - Inlet
Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:

Anno: 2020
Produzione: Tim Lash
Genere: metal / alternative / grunge
Scheda autore: Hum



Gli Hum sono conosciuti in Italia dai fan pi¨ preparati dell'alternative rock anni 90, soprattutto per merito del singolo "Stars", contenuto nell'acclamato "You'd Prefer An Astronaut". Negli Stati Uniti sono un nome piuttosto "grosso" e sebbene si siano sciolti nel 2000 con la fine del "post-grunge" hanno continuato a ricevere offerte di reunion. Un po' come accade con i Failure, citati da decine di musicisti statunitensi e conosciuti da tre persone qui da noi.

Dopo 23 anni da "Downard Is Heavenward" tornano con un nuovo disco intitolato "Inlet" ed Ŕ una discreta sorpresa. La band, in effetti, ha sempre ben bilanciato la potenza delle chitarre (tra primo grunge e shoegaze) e il gusto per la melodia sbilenca ma efficace abbastanza da penetrare le classifiche alternative, per˛ in questo disco ritorna con un sound ancora pi¨ compatto e coeso, meno trendy e meno intento a cercare il singolo giusto.

"Inlet" si potrebbe definire heavy-shoegaze, con chitarre al confine con il post-metal pi¨ etereo. I My Bloody Valentine sono ben citati in tutto il disco ma i riff hanno spesso un incedere sludge e il minutaggio Ŕ da band post-rock. E' quindi una bella sorpresa, un come back maturo, che usa la base di partenza che la band ha sviluppato negli anni 90 per migliorare il proprio suono e osare in nuovi territori. Se ci auguriamo che il pubblico degli Hum in tutti questi anni sia cresciuto e maturato i musicisti lo sono, e parecchio. E in modo sorprendente. "Inlet" Ŕ un perfetto disco grunge-sludge-shoegaze: pigro, potente, a tratti etereo, melodico ma non ruffiano. Complimenti.

[Dale P.]

Canzoni significative: Desert Rambler, The Summoning.


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