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Skag Heaven - Squirrel Bait (Homestead)

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Squirrel Bait - Skag Heaven
Voto:
Etichetta: Homestead
Anno: 1987
Produzione:
Genere: indie / rock / hardcore
Scheda autore: Squirrel Bait



Quando si parla degli Squirrel Bait solitamente vuol dire che ci è stata chiesta la storia di Brian McMahan (Slint) o di Dave Grubbs (Gastr Del Sol). Ci viene quasi impossibile credere che, prima di rivoluzionare il mondo musicale contemporaneo, i due abbiamo anche costruito il punto di non ritorno dell'hardcore.

Praticamente sconosciuti a tutti, gli Squirrel Bait erano un gruppo di adolescenti innamorati di Husker Du e Replacements. Ma non si tratta semplicemente di un passatempo scolastico. Il talento della band è evidente fin da subito.

Dopo un mini di 17 minuti, i nostri consegnano nel 1987 questo monumentale disco dalla durata misera (25 minuti).

Esso contiene in nuce molte delle intuizioni che ci accompegnaranno negli anni successivi. La voce dolente, triste, malinconica, rabbiosa, enfatica (da cui Eddie Vedder e Kurt Cobain trarranno più di una ispirazione) di Peter Searcy traccia il primo superamento della formula melodica degli Husker Du. Semplicemente essendo se stesso.

La batteria impazzita di Ben Daughtrey verrà ripassata negli anni da picchiatori grunge come Dave Ghrol. Così come le chitarre rumorose e nervose di Brian e Dave impegnate in strambe geometrie, che di hardcore mantengono solo la violenza.

Forse però dobbiamo concentrarci solamente nelle canzoni, vere e proprie pugnalate a cuore aperto, sudate e sanguinanti ma soprattutto bagnate di lacrime sofferenti. Canzoni che segnano un punto di non ritorno dell'emotività in musica, gettando i semi per quello che i Rites Of Spring trasformeranno in "emotionally-driven".

[Dale P.]

Canzoni significative: Kid Dynamite, Choose Your Poison, Short Straw Wins.


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