Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio Festival
  [ rock ] metal punk indie experimental pop elettronica

The Singles 1996-2006 - Staind (Atlantic)

Ultime recensioni

Mantar - Grungetown Hooligans IIMantar
Grungetown Hooligans II
Fiona Apple - Fetch The Bolt CuttersFiona Apple
Fetch The Bolt Cutters
Thou - Blessings Of The Highest OrderThou
Blessings Of The Highest Order
Wrekmeister Harmonies - We Love To Look At The CarnageWrekmeister Harmonies
We Love To Look At The Carnage
Tricot - ???Tricot
???
Bada - BadaBada
Bada
Kidbug - KidbugKidbug
Kidbug
Louise Lemon - DevilLouise Lemon
Devil
Mrs Piss - Self-SurgeryMrs Piss
Self-Surgery
Vega Lee & John Nova - iSpace DramasVega Lee & John Nova
iSpace Dramas
Myrkur - FolkesangeMyrkur
Folkesange
BlackLab - AbyssBlackLab
Abyss
Witchcraft - Black MetalWitchcraft
Black Metal
Brant Bjork - Brant BjorkBrant Bjork
Brant Bjork
1000mods - Youth Of Dissent1000mods
Youth Of Dissent
Jazz Sabbath - Jazz SabbathJazz Sabbath
Jazz Sabbath
Oranssi Pazuzu - Mestarin KynsiOranssi Pazuzu
Mestarin Kynsi
Elder - OmensElder
Omens
Shaam Larein - SculptureShaam Larein
Sculpture
Shabaka And The Ancestors - We Are Sent Here By HistoryShabaka And The Ancestors
We Are Sent Here By History

Staind - The Singles 1996-2006
Voto:
Produzione:
Originalità:
Tecnica:

Anno: 2006
Produzione:
Genere: rock / grunge / post-grunge
Scheda autore: Staind



In tempi di strenne natalizie gli Staind ne approfittano per festeggiare anche il decennale della propria carriera.

Nel 1996 diedero alle stampe l'esordio autoprodotto "Tormented", il quale finì nelle mani di Fred Durst, leader dei Limp Bizkit e talent scout della Interscope tramite la sussidiaria Flip. Inorridito dalla copertina "grind" e blasfema scoprì però una band sensazionale nell'unire le chitarre ribassate del nu-metal con la depressione tipica del grunge.

Il cantante Aaron Lewis svettava per il suo timbro dolente ed enfatico, pur non essendo il solito clone di Vedder o di Staley.

Questo Greatest Hits riparte proprio dal primo disco, piazzando in apertura "Come Again", diamante ancora grezzo proveniente da quell'esordio di 10 anni fa.

I tempi cambiano e mentre tutti sembrano abiurare il numetal noi lo ricordiamo ancora con piacere perchè prese una generazione grunge ormai allo sbando e la traghettò verso suoni più potenti e moderni. Che poi, in breve tempo, abbia plasmato mostri orribili, è un problema comune di tutti i generi.

Il secondo disco "Dysfunction" fu accolto dalla generazione "Korn" come un vero e proprio disco simbolo di come il grunge potesse flirtare con il nu risultando credibile e inellando una sull'altra una serie di brani ormai immortali. Dispiace che da questo disco vengano pescate solo "Mudshovel" e "Home", pur avendo venduto più di due milioni di copie.

La band si muoveva ancora in ambiti di secondo piano andando in tournèe con tutte le band del genere ma come semplice spalla e venendo pubblicizzata come "next big thing".

Dello stesso periodo dispiace che non sia stata ripescata neanche "Bring The Noise" suonata con Fred Durst, il quale, però, è presente in "Outside", toccante performance tratta dal Family Values e che verrà inserita in "Break The Cycle".

La "next big thing" non fu più "next" quando, dal terzo disco "Break The Cycle" fu estratto il singolo "It's Been Awhile". In breve, quella semplice melodia depressa suonata su pochi accordi di chitarra acustica, entrò nelle playlist di mezzo mondo radiofonico e televisivo, generando hype e soldoni e facendo vendere all'album, solo negli Stati Uniti, più di 7 milioni di copie.

La band divenne la risposta al bisogno di nuovi Alice In Chains, che grazie ai dischi acustici (Sap ma soprattutto Jar Of Flies) vendettero milioni di copie. Dal disco furono quindi estrapolate le ballad più strappalacrime: "Epiphany" rappresenta in pieno lo spirito del disco.

Aaron Lewis non cambia le carte in tavola per 14 Shades Of Grey, che risulta quindi meno ispirato e più legato ai stilemi già trattati di dolenza e depressione. Una band, per chi scrive, non si può basare solo sulla splendida voce del leader.

Siamo quindi in tempi recenti e per fortuna con "Chapter V" si torna ai fasti di Dysfunction con brani più grintosi e riusciti. Dal disco vengono riprese "Right Here", "Falling" e la versione acustica di "Everything Changes".

Arrivati fino alla corsa troviamo ancora 3 brani in cui la band ci propone tre cover acustiche: "Nutshell" degli Alice In Chains, "Sober" dei Tool e "Confortably Numb" dei Pink Floyd. Da prendere come chicche e nulla più.

In definitiva per chi vuole avventurarsi nella conoscenza della band qua troverà il meglio. Ma se dovessi consigliarvi anche solo un lavoro non dovrete fare altro che rivolgervi a "Dysfunction" per poi passare al successivo "14 Shades Of Grey".

[Dale P.]

Canzoni significative: Mudshovel, Outside, Epiphany.


Questa recensione é stata letta 3735 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:


Altre Recensioni

Staind - 14 Shades Of GreyStaind
14 Shades Of Grey
Staind - Break The CycleStaind
Break The Cycle
Staind - Chapter VStaind
Chapter V

NEWS


18/10/2006 Greatest Hits In CD e DVD

tAXI dRIVER consiglia

Soundgarden - Ultramega OkSoundgarden
Ultramega Ok
Green River - Come On DownGreen River
Come On Down
Neil Young - MirrorballNeil Young
Mirrorball
Pearl Jam - VitalogyPearl Jam
Vitalogy
Pearl Jam - YieldPearl Jam
Yield
Soundgarden - Louder Than LoveSoundgarden
Louder Than Love
Jerry Cantrell - Degradation TripJerry Cantrell
Degradation Trip
Lingua - The Smell Of A Life That Could Have BeenLingua
The Smell Of A Life That Could Have Been
Alice In Chains - LiveAlice In Chains
Live
Soundgarden - TelephantasmSoundgarden
Telephantasm