Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio Festival
  stoner post-metal [ post-hardcore ] metal grunge rock alternative

Cursed - Ion Dissonance (Basick Records)


Ion Dissonance - Cursed
post-hardcore / math / death

Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:

Voto utenti (240):

Produzione: Antoine Lussier
Anno: 2010

Scheda autore: Ion Dissonance



Gli enciclopedici del death-core piu' intricato e cervellotico conosceranno gia' vita, morte e miracoli dei canadesi Ion Dissonance. Noi altrettanto e proprio per questo, anche in questa occasione, non sciogliamo la prognosi sul loro operato. Non siamo mai stati loro grandi ammiratori, dobbiamo ammetterlo, e le poco lusinghiere parole spese tre anni fa per "Minus The Herd" su queste stesse pagine telematiche vi aiuteranno a rinfrescarvi la memoria.

Approdati su Basick Records, gli agguerriti cinque di Montreal ci abbronzano con la consueta tempesta solare di tecnicismi e stereogrammi acuminati figli della tradizione di belve assassine come Meshuggah, Dillinger Escape Plan e i Norma Jean prima maniera. Ci sono piu' passaggi isterici di matrice death in "Cursed" di quanto non ce ne fossero nelle loro release precedenti, una colata lavica di efferatezza pronta a provocarvi emicranie formato-famiglia con Antoine Lussier e Sebastien Chaput ad imbastire intricate maglie chitarristiche e con Kevin McCaughrey a scartavetrarsi la gola con le sue rabbiose invettive. Evidenziati questi dettagli, delle tredici tracce qui presenti non ci resta poi molto di cui discutere. Brani uno uguale all'altro che hanno come unica missione quella di dimostrare quanto siano bravi i loro creatori. Gli Ion Dissonance continuano a conservare gelosamente il loro piu' grande difetto, che e' la piu' assoluta mancanza di forza comunicativa. Non basta picchiare come dei fabbri indemoniati per tentare di esprimere rabbia, violenza e malessere. Sono proprio come gli Psyopus, eccellenti palestrati dello strumento ma niente piu'. "Cursed" fila liscio senza personalita' o momenti che attirino l'attenzione piu' degli altri, eccezion fatta per "You People Are Messed Up", "We Like To Call This One...Fuck You" (ma solo perche' ci ricorda i giganteschi Decapitated), l'inattesa clean vocal - beh, ormai va di moda - di "Pallor" e gli inutilissimi cinque finali dei sette minuti di "They'll Never Know".

Anche a voler essere ostinatamente enciclopedici, dopo quattro album di sto tenore, non troviamo alcun motivo per occupare parte della nostra memoria per gli Ion Dissonance. Ennesima meritata bocciatura.

[Marco Giarratana]

Canzoni significative: You People Are Messed Up; We LIke To Call This One...Fuck You.

Vota Questo Disco:
Condividi


Questa recensione Ú stata letta 1458 volte!


Altre Recensioni

Ion Dissonance - Breathing Is IrrilevantIon Dissonance
Breathing Is Irrilevant
Ion Dissonance - Minus The HerdIon Dissonance
Minus The Herd
Ion Dissonance - SolaceIon Dissonance
Solace

NEWS


18/10/2006 Nuovo Cantante

tAXI dRIVER consiglia