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The Second Wave - Khoma (Roadrunner)

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Khoma - The Second Wave
Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:

Etichetta: Roadrunner
Anno: 2006
Produzione:
Genere: rock / alternative /

MP3: Stop Making Speeches


E' facile voler bene ai Khoma. Vengono da Umea, cittÓ svedese che ha dato i natali a Meshuggah e Refused. Tra le loro fila suona il chitarrista di un altra band locale: Cult Of Luna. Leggasi "culto", e non solo per un semplice gioco di parole. Ovvero quei fenomeni che colpiscono l'attenzione di poche e attente persone, pronte a coccolare tutto ci˛ che possa distinguerli dalla massa.

ChissÓ se, invece dei Khoma, questo disco l'avesse qualsiasi altra band che tipo di responso avrebbe avuto? A dire il vero, poco ci importa, data l'alta qualitÓ oggettiva di questo album. Ovvio, il termine "capolavoro" pi¨ volte abusato per descriverlo suona esagerato ma con "ottimo" non sbaglieremmo.

Innanzitutto sia chiaro che la band non suona nŔ come i Cult Of Luna (e ci mancherebbe, senn˛ che side-project sarebbe?), nŔ come gli altri concittadini. Bisogna prendere altri paragoni: Radiohead, Mogwai e, chissÓ se ve li ricordate, Filter.

Ovvero musica enfatica, potente, sognante e con una forte matrice ritmica ipnotica. La voce e l'atmosfera in generale non riesce a togliermi dalla testa i primi due album degli ex protetti di Trent Reznor: i Filter. Vengono in mente anche i Muse per l'enfasi vocale e per il trasporto emotivo sempre presente.

Materiale orientato alla forma canzone, dolente e disperato e con strutture piuttosto semplici (strofa, ritornello distorto con accordi aperti, assolo, finale in crescendo). Che questo sia il pop della generazione postcore?

[Dale P.]

Canzoni significative: Hyenas, Last Call, The Guillotine.


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