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Odd Sense - Psyopus (Metal Blade)


Psyopus - Odd Sense
metal / progressive / post-hardcore

Voto:
Produzione:
Originalità:
Tecnica:

Voto utenti (230):

Etichetta: Metal Blade
Produzione: Doug White
Anno: 2009




Detto fra noi, che ce ne facciamo degli Psyopus? Evidentemente molto poco. In parecchi potrebbero scambiarli per dei valorosi guerrieri alla stregua di alfieri di un genere, il math-core di estrazione grind, che da "Calculating Infinity" dei Dillinger Escape Plan ad oggi soltanto in rarissimi casi è riuscito a portare avanti con buoni risultati la propria esistenza. Gli Psyopus hanno un bagaglio tecnico da paura. Il chitarrista Chris Arp è un funambolico forgiatore di stereogrammi sonori convulsi, indicatori di una formazione musicale che ha attinto alle follie di King Crimson e Naked City, qui condotti al più pericoloso stadio di isteria terminale. Ma non conia nemmeno mezzo riff. Il suo stile è un continuo susseguirsi di note cucite (a volte anche a casaccio) ed una dimostrazione di quanto sia atleta ben rodato nelle sue scorribande sul manico della chitarra. Un narciso, ecco. Jason Bauers, batterista della cricca, dimostra quanto sia veloce e devastatore di tempi vari, frammentando le battute per poi restituirle a velocità sostenute, o adottando il mai obsoleto criterio di stacchi e ripartenze. Bravo anche lui, non c'è che dire. Certi vortici generati in "The Burning Halo, "X And Y", "Medusa" provocano capogiri ed emicranie assortite. "Boogeyman" risulta un esperimento interessante, con la violenza del gruppo intervallata da voci campionate che costruiscono un monologo straniante ed insolito. La cosa viene ripresa in "Choker Chain" ed inizia a puzzare di pesce della settimana scorsa. In buona sostanza gli Psyopus sono bravi, troppo bravi, ma somigliano più a dei guitar heroes prestati al grind-math-core che a dei musicisti con dei messaggi da veicolare. Se il loro intento è quello di esporci la frenesia dei tempi moderni, del dominio delle macchine e la dipendenza degli umani da esse, ci spiace per loro ma ci sono stati precursori molto più efficaci come ad esempio gli stessi Dillinger, o gli Strapping Young Lad o i Meshuggah, o i Fear Factory. In termini stilistici rimestano tutta la sacra costituzione di "Calculating Infinity" (con qualche sprazzo brutal-death qua e la) senza aggiungere altro, hanno inevitabilmente della follia in corpo, ma di questi tempi non è certo una cosa che fa notizia. Bene, giunti a questo punto, che ce ne facciamo degli Psyopus? Esatto, un gran bel nulla.

[Marco Giarratana]


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