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Station - Russian Circle (Suicide Squeeze)


Russian Circle - Station
Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:

Anno: 2008
Produzione: Matt Bayles
Genere: rock / post-rock / alternative



Il panorama heavy-post-rock attualmente sta vivendo un periodo di vacche grasse che sta per˛ facendolo inesorabilmente sconfinare nel consueto e naturale affollamento della scena. Una situazione che rischia seriamente di bloccare la spinta evolutiva di uno degli scenari pi¨ interessanti ultimamente osservati nella musica pesante, con tante band, comprese le motrici (vedi gli ultimi, deludentissimi Pelican), intente a riciclare le idee e farsi il verso tra di loro senza quasi pi¨ cavare nulla di realmente interessante dal buco.

I Russian Circles sono una di quelle band decisamente sopravvalutate al momento della loro venuta allo scoperto con "Enter" nel 2006 e che oggi, col nuovo full-length "Station", mostrano tutti i limiti di una proposta immobile.

Smaccatamente emuli di Pelican, Mogwai ed Isis, ai tre musicisti di Chicago manca una fondamentale caratteristica che non pu˛ essere scomputata ad un gruppo che intende dedicarsi a questo tipo di sonoritÓ, ovvero l'abilitÓ descrittiva.

Non serve avvalersi di chitarre effettate (ed in maniera alquanto scontata in veritÓ) quando a latitare sono proprio i temi melodici capaci di far centro, di incollarti alla sedia, di trasportarti al di fuori delle mura della stanza.

"Station" Ŕ un album che spesso tracima nella noia, piuttosto piatto, scosso leggermente qua e la da alcuni sussulti, come le pelicaniane "Harper Lewis", "Youngblood" (queste due fortemente imparentate) e "Station", tutta roba che non passerÓ di certo alla storia, anche perchÚ la potenza Ŕ debitamente tenuta al guinzaglio (anche se la title-track sa far male in alcuni punti). Non c'Ŕ suspance, non c' tensione, scarso il gioco di climax ed anti-climax, alcuni momenti pi¨ che far viaggiare fanno sprofondare nell'acquitrino del giÓ sentito e della calma piatta ("Campaign", "Versus").

Poco, pochissimo per un gruppo che dimostra di mirare pi¨ alla forma che alla sostanza: "Station" Ŕ formalmente tutt'altro che scadente, ma di contro Ŕ privo di contenuti. Pi¨ che originalitÓ e genio innovativo al giorno d'oggi Ŕ richiesta una sana dose di cose da dire, in parole crude serve un bel p˛ di personalitÓ per poter uscire dal marasma. Mi pare che i Russian Circles non ne abbiano tanta e, una volta esaurita la fiamma che alimenta il trend, difficilmente potranno restare a galla.

[Marco Giarratana]

Canzoni significative: Youngblood; Station.

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