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Infinity - Jesu (Avalanche)


Jesu - Infinity
post rock / psych / pop

Voto:
Produzione:
Originalità:
Tecnica:

Voto utenti (6):

Produzione: Justin Broadrick
Anno: 2009

Scheda autore: Jesu



Capire la funzione sociale di un album non è sempre facile. Capire come contestualizzare e, soprattutto, quale contributo allo scibile musicale può dare una nuova uscita è qualcosa di arduo, verificabile solo dopo diverso tempo, a meno che non ci si trovi di fronte ad un indiscutibile capolavoro che sin da subito si dimostri tale. "Infinity" degli Jesu di Justin Broadrick, lungi dal poter anche solo minimamente essere catalogabile come una pietra angolare di una qualsivoglia specie musicale, non ha nemmeno la parvenza di essere un potenziale lavoro appetibile ed interessante dopo tempo, magari da sorseggiare con gusto dopo un cauto processo di invecchiamento. Si dichiara subito per quello che è: un album noioso.

Un'unica traccia di quasi cinquanta minuti dove, per trovarsi di fronte a qualcosa che punti alla maestosità si deve attendere una bella mezz'ora. L'incipit à la Boards Of Canada schiude una composizione che è acqua cheta che mai s'inquieta. È scarsa la vibrazione emotiva, "Infinity" è algido e poco descrittivo. Le stesse ipnosi post-rock deficitano di quella catarsi spirituale e di quella dissoluzione dell'ego umano nel cielo che sono peculiarità irrinunciabili se non si vuole scadere nell'insipido, nel soporifero. Fa sorridere quel tentato screaming a ridosso del primo quarto d'ora, non se ne sentiva la necessità. Ma anche la scelta dei suoni non è eccelsa: brutte le distorsioni, ancora peggio la batteria, soprattutto nelle parti iniziali.

Se il debutto era l'agonia dell'anima ed il suo ammaliante segreto stava in quel rinchiudersi dentro le segrete di un mondo interiore in disfacimento ed il successivo "Conqueror" ridisegnava le coordinate stilistiche in un amalgama efficace (ma senza urlare al miracolo) di shoegaze, dream-pop e cinerei umori del doom industriale, "Infinity" è un momento indefinibile ma nel contempo pericolante del percorso di questa creatura. Le eccessive pubblicazioni di materiale in ep pare abbiano leso alla vena creativa di un Broadrick, che forse chiede troppo alle sue meningi, almeno riguardo questo progetto.

Cosa può dare "Infinity" al rock oggi? Risposta difficile a darsi. Di certo c'è che ponderare maggiormente la scrittura in futuro per evitarci una tale noia non sarebbe una cosa poi così malvagia, vero Justin?

[Marco Giarratana]

Canzoni significative: Infinity


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