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The Aether Eater - Odawas (Jagjaguwar)


Odawas - The Aether Eater
Voto:
Etichetta: Jagjaguwar
Anno: 2005
Produzione:
Genere: indie / pop /



Esordio discografico per Odawas, trio americano formatosi nel 2003 a Bloomington (IN).

Questo “The Aether Eater” è il disco del 2005 che più di tutti mi ha strabiliato. Appena l’ho sentito sono rimasto letteralmente a bocca aperta. Francamente non credevo potesse uscire ancora roba di questo spessore artistico. Mi sono ricreduto.

Io dò molto credito ai segni del destino e “The Aether Eater” è esemplare sotto questo profilo. In Agosto trascorsi 5 giorni a Berlino. Una mattina la passammo dentro ad un supermercato in Alexander Platz ed è stato lì che casualmente (al punto di ascolto) trovai alcuni cd sparpagliati su una mensolina. Tra questi c’era anche quello degli Odawas. Incuriosito dalla copertina, appoggiai il mio consistente mucchietto di dischi presi dagli scaffali (eh oh…c’era roba difficilmente reperibile in Italia per di più a prezzi stracciati) e mi misi ad ascoltarlo….Per le reazioni, vi rimando sopra. Ma passiamo ora al disco.

Il pezzo d’apertura è un trip tanto rilassante quanto estraniante. La chitarra acustica, gli effetti sonori e la voce, sembrano provenire dagli abissi del mare. Questa sensazione di “lontananza” è ben presente anche in tracce come “Benjamin”, “Bones of Pangea” e “The golden fog”. I suoni nel complesso sono incredibilmente originali e ,il più delle volte, proiettati nel futuro. Sinceramente questo disco è difficile da collocare in un contesto preciso. Una cosa è certa: gli Odawas fanno coi loro strumenti un ottimo romanticismo, eclettico e molto personale.

Quanto detto sopra, è evidente nei suggestivi intrecci vocali che accompagnano per mano la vellutata “The unnamed sphinx” e in “Behind the moon”. Trova il suo spazio nella tracklist anche una jam sottomarina guidata da un sax tenebroso che ricorda vagamente i Morphine. “Songs of the temptations” è il pezzo in questione.

Se dovessi descrivere infine questo disco usando 5 aggettivi, direi: freddo, profondo, lontano, spettrale e romantico. So già che questo cd sarà la mia colonna sonora invernale.

Con un debutto del genere c’è da sperare bene e per l’avvenire della band e per la possibilità di vederli suonare in Italia. Lo spero davvero.

[Dani Mani]

Canzoni significative: tutte

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