Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio Festival
  rock [ metal ] punk indie experimental pop elettronica

A Determinism Of Morality - Rosetta (Translation Loss)

Ultime recensioni

En Minor - When The Cold Truth Has Worn Its Miserable WelcomeEn Minor
When The Cold Truth Has Worn Its Miserable Welcome
L.A.Witch - Play With FireL.A.Witch
Play With Fire
Couch Slut - Take A Chance On Rock Couch Slut
Take A Chance On Rock 'n' Roll
Kall - BrandKall
Brand
Boris - NOBoris
NO
Phoebe Bridgers - PunisherPhoebe Bridgers
Punisher
Ils - CurseIls
Curse
Motorpsycho - The All Is OneMotorpsycho
The All Is One
Bully - SugareggBully
Sugaregg
Lina Rodrigues Refree - Lina_RaŘl RefreeLina Rodrigues Refree
Lina_RaŘl Refree
King Krule - Man Alive!King Krule
Man Alive!
Thou - A Primer of Holy WordsThou
A Primer of Holy Words
Household God - Palace IntrigueHousehold God
Palace Intrigue
A.A. Williams - Forever BlueA.A. Williams
Forever Blue
Billy Nomates - Billy NomatesBilly Nomates
Billy Nomates
Fontaines D.C. - A HeroFontaines D.C.
A Hero's Death
Zombi - 2020Zombi
2020
Protomartyr - Ultimate Success TodayProtomartyr
Ultimate Success Today
The Beths - Jump Rope GazersThe Beths
Jump Rope Gazers
Hum - InletHum
Inlet

Rosetta - A Determinism Of Morality
Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:

Anno: 2010
Produzione: Andrew Schneider
Genere: metal / post-metal / sludge
Scheda autore: Rosetta


Compra Rosetta su Taxi Driver Store


Tra tutti i seguaci del messianico verbo - prima neurosisiano, poi isisiano - del post-hardcore, i Rosetta si confermano formazione di alto livello, evitando cosi' di far la figura degli scribacchini abili solo in superflue operazioni di ricalco. Certo, il post-hardcore, da tre anni pieni a questa parte, e' giunto ad una fase di stallo creativo inevitabile e i Rosetta non sono portatori di alcuna rivoluzione copernicana, ma e' innegabile come il quartetto di Philadelphia ci metta una profondità d'animo e un non trascurabile tocco personale che ci costringe, tutt'altro che a malincuore, ad annoverarli tra le punte di diamante di quelle che potrebbero essere definite "band di seconda fascia".

"A Determinism Of Morality" parte con la ritmica a metronomo accelerato di "Ayil", piuttosto aggressiva per i canoni espressi fin qui dalla band, evadendo cosi' quelle costrizioni di lentezza che spesso il genere impone. L'urlo esistenziale di Mike Armine lambisce la disperazione di Klas Rydberg dei Cult Of Luna, e questo ├Ę un gran complimento. Pur ribadendo ognuno dei tratti stilistici che hanno reso, "The Galilean Satellites" prima e lo splendido "Wake/Lift" poi, album di buon valore, i Rosetta di "A Determinism Of Morality" sono diversi, pi├╣ maturi. Pi├╣ sintetici nell'esporre il proprio pensiero musicale, saltando a pie' pari quelle lungaggini strumentali che non di rado mirano solo ed esclusivamente ad aumentare il minutaggio per tenere fede al trend dello "scriviamo-un-pezzo-da-quindici-minuti-perche'-fa-molto-figo". Ad esempio, la strumentale "Blue Day For Croatoa", messa in mano a qualche altro gruppo, si sarebbe tramutata nell'ennesimo trattato post-rock-core da sbadiglio lungo quanto un'era geologica.

Ad agitarsi tra le trame strumentali ci sono dolore e frustrazione esistenziali difficili da tenere a guinzaglio, il trittico "Release" (dall'inatteso break in clean vocals), "Revolve" (che apre con cori hardcore su un giro di etimo Mogwai), "Renew" e' l'espressione piu' evidente di tali pulsioni. I nostri puntano sempre lo sguardo verso panorami astrali, ma gli svolgimenti dei loro monologhi hanno il primordiale fascino del ciclo delle maree, si inabissano e riemergono in alte onde che sfiorano le nuvole.

Ottima la calibratura dei suoni all'interno di un amalgama in cui la profondita' dei bassi e delle percussioni sostengono chitarre in equilibrio tra l'indole piu' muscolare e quella piu' intimista, e va sottolineato il piu' favorevole spazio donato alla voce, che in "Wake/Lift" era troppo sotto rispetto al tessuto strumentale.

Un lavoro di genere, senz'altro, ma anche un lavoro maturo e consapevole che spinge i Rosetta un passo piu' avanti nel loro percorso di crescita. Al prossimo giro, pero', pretendiamo l'opera della definitiva consacrazione.

[Marco Giarratana]

Canzoni significative: Ayil; Revolve; Je N'en Connais Pas La Fin; Renew.

Questa recensione Ú stata letta 2817 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:


Altre Recensioni

Rosetta - Galilean SatellitesRosetta
Galilean Satellites

Live Reports

20/07/2011TorinoSpaziale Festival

NEWS


11/09/2014 Ascolta La Nuova Soot

tAXI dRIVER consiglia

Pelican - The Fire In Our Throats Wil Beckon The ThawPelican
The Fire In Our Throats Wil Beckon The Thaw
Neurosis - A Sun That Never SetsNeurosis
A Sun That Never Sets
Kall - BrandKall
Brand
Battle Of Mice - A Day Of NightsBattle Of Mice
A Day Of Nights
Mare - Mare EPMare
Mare EP
Pelican - Pelican EPPelican
Pelican EP
Vanessa Van Basten - La Stanza Di SwedenborgVanessa Van Basten
La Stanza Di Swedenborg
Pelican - AustralasiaPelican
Australasia
Isis - Live 4 Selections 2001-2005Isis
Live 4 Selections 2001-2005
Burst - Lazarus BirdBurst
Lazarus Bird