Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio Festival
  rock [ metal ] punk indie experimental pop elettronica

A Determinism Of Morality - Rosetta (Translation Loss)

Ultime recensioni

Mantar - Grungetown Hooligans IIMantar
Grungetown Hooligans II
Fiona Apple - Fetch The Bolt CuttersFiona Apple
Fetch The Bolt Cutters
Thou - Blessings Of The Highest OrderThou
Blessings Of The Highest Order
Wrekmeister Harmonies - We Love To Look At The CarnageWrekmeister Harmonies
We Love To Look At The Carnage
Tricot - ???Tricot
???
Bada - BadaBada
Bada
Kidbug - KidbugKidbug
Kidbug
Louise Lemon - DevilLouise Lemon
Devil
Mrs Piss - Self-SurgeryMrs Piss
Self-Surgery
Vega Lee & John Nova - iSpace DramasVega Lee & John Nova
iSpace Dramas
Myrkur - FolkesangeMyrkur
Folkesange
BlackLab - AbyssBlackLab
Abyss
Witchcraft - Black MetalWitchcraft
Black Metal
Brant Bjork - Brant BjorkBrant Bjork
Brant Bjork
1000mods - Youth Of Dissent1000mods
Youth Of Dissent
Jazz Sabbath - Jazz SabbathJazz Sabbath
Jazz Sabbath
Oranssi Pazuzu - Mestarin KynsiOranssi Pazuzu
Mestarin Kynsi
Elder - OmensElder
Omens
Shaam Larein - SculptureShaam Larein
Sculpture
Shabaka And The Ancestors - We Are Sent Here By HistoryShabaka And The Ancestors
We Are Sent Here By History

Rosetta - A Determinism Of Morality
Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:

Anno: 2010
Produzione: Andrew Schneider
Genere: metal / post-metal / sludge
Scheda autore: Rosetta


Compra Rosetta su Taxi Driver Store


Tra tutti i seguaci del messianico verbo - prima neurosisiano, poi isisiano - del post-hardcore, i Rosetta si confermano formazione di alto livello, evitando cosi' di far la figura degli scribacchini abili solo in superflue operazioni di ricalco. Certo, il post-hardcore, da tre anni pieni a questa parte, e' giunto ad una fase di stallo creativo inevitabile e i Rosetta non sono portatori di alcuna rivoluzione copernicana, ma e' innegabile come il quartetto di Philadelphia ci metta una profondità d'animo e un non trascurabile tocco personale che ci costringe, tutt'altro che a malincuore, ad annoverarli tra le punte di diamante di quelle che potrebbero essere definite "band di seconda fascia".

"A Determinism Of Morality" parte con la ritmica a metronomo accelerato di "Ayil", piuttosto aggressiva per i canoni espressi fin qui dalla band, evadendo cosi' quelle costrizioni di lentezza che spesso il genere impone. L'urlo esistenziale di Mike Armine lambisce la disperazione di Klas Rydberg dei Cult Of Luna, e questo ├Ę un gran complimento. Pur ribadendo ognuno dei tratti stilistici che hanno reso, "The Galilean Satellites" prima e lo splendido "Wake/Lift" poi, album di buon valore, i Rosetta di "A Determinism Of Morality" sono diversi, pi├╣ maturi. Pi├╣ sintetici nell'esporre il proprio pensiero musicale, saltando a pie' pari quelle lungaggini strumentali che non di rado mirano solo ed esclusivamente ad aumentare il minutaggio per tenere fede al trend dello "scriviamo-un-pezzo-da-quindici-minuti-perche'-fa-molto-figo". Ad esempio, la strumentale "Blue Day For Croatoa", messa in mano a qualche altro gruppo, si sarebbe tramutata nell'ennesimo trattato post-rock-core da sbadiglio lungo quanto un'era geologica.

Ad agitarsi tra le trame strumentali ci sono dolore e frustrazione esistenziali difficili da tenere a guinzaglio, il trittico "Release" (dall'inatteso break in clean vocals), "Revolve" (che apre con cori hardcore su un giro di etimo Mogwai), "Renew" e' l'espressione piu' evidente di tali pulsioni. I nostri puntano sempre lo sguardo verso panorami astrali, ma gli svolgimenti dei loro monologhi hanno il primordiale fascino del ciclo delle maree, si inabissano e riemergono in alte onde che sfiorano le nuvole.

Ottima la calibratura dei suoni all'interno di un amalgama in cui la profondita' dei bassi e delle percussioni sostengono chitarre in equilibrio tra l'indole piu' muscolare e quella piu' intimista, e va sottolineato il piu' favorevole spazio donato alla voce, che in "Wake/Lift" era troppo sotto rispetto al tessuto strumentale.

Un lavoro di genere, senz'altro, ma anche un lavoro maturo e consapevole che spinge i Rosetta un passo piu' avanti nel loro percorso di crescita. Al prossimo giro, pero', pretendiamo l'opera della definitiva consacrazione.

[Marco Giarratana]

Canzoni significative: Ayil; Revolve; Je N'en Connais Pas La Fin; Renew.

Questa recensione Ú stata letta 2803 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:


Altre Recensioni

Rosetta - Galilean SatellitesRosetta
Galilean Satellites

Live Reports

20/07/2011TorinoSpaziale Festival

NEWS


11/09/2014 Ascolta La Nuova Soot

tAXI dRIVER consiglia

Isis - PanopticonIsis
Panopticon
Valerian Swing - A Sailor Lost Around The EarthValerian Swing
A Sailor Lost Around The Earth
Ocean, The - PrecambrianOcean, The
Precambrian
Isis - OceanicIsis
Oceanic
Dead To A Dying World - ElegyDead To A Dying World
Elegy
Pelican - The Fire In Our Throats Wil Beckon The ThawPelican
The Fire In Our Throats Wil Beckon The Thaw
Neurosis - A Sun That Never SetsNeurosis
A Sun That Never Sets
Kongh - Shadows Of The ShapelessKongh
Shadows Of The Shapeless
Pelican - Pelican EPPelican
Pelican EP
AA.VV. - Stones From The Sky Neurosound Vol.1AA.VV.
Stones From The Sky Neurosound Vol.1