Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio Festival
  [ rock ] metal punk indie experimental pop elettronica

Atomizer - Big Black (Homestead)

Ultime recensioni

AA.VV. - What Is This That Stands Before Me?AA.VV.
What Is This That Stands Before Me?
Deafbrick - DeafbrickDeafbrick
Deafbrick
Irreversible Entanglements - Who Sent You?Irreversible Entanglements
Who Sent You?
Jeff Parker - Suite For Max BrownJeff Parker
Suite For Max Brown
En Minor - When The Cold Truth Has Worn Its Miserable WelcomeEn Minor
When The Cold Truth Has Worn Its Miserable Welcome
L.A.Witch - Play With FireL.A.Witch
Play With Fire
Couch Slut - Take A Chance On Rock Couch Slut
Take A Chance On Rock 'n' Roll
Kall - BrandKall
Brand
Boris - NOBoris
NO
Phoebe Bridgers - PunisherPhoebe Bridgers
Punisher
Ils - CurseIls
Curse
Motorpsycho - The All Is OneMotorpsycho
The All Is One
Bully - SugareggBully
Sugaregg
Lina Rodrigues Refree - Lina_Raül RefreeLina Rodrigues Refree
Lina_Raül Refree
King Krule - Man Alive!King Krule
Man Alive!
Thou - A Primer of Holy WordsThou
A Primer of Holy Words
Household God - Palace IntrigueHousehold God
Palace Intrigue
A.A. Williams - Forever BlueA.A. Williams
Forever Blue
Billy Nomates - Billy NomatesBilly Nomates
Billy Nomates
Fontaines D.C. - A HeroFontaines D.C.
A Hero's Death

Big Black - Atomizer
Voto:
Etichetta: Homestead
Anno: 1986
Produzione:
Genere: rock / noise / post-punk
Scheda autore: Big Black



Dopo il glorioso boom della prima (ineguagliabile) new wave e quando le ultime avvisaglie post-punk stavano per venire inglobate in un turbine di musica anonima e spesso mediocre (penalizzata anche da un approccio alla produzione che era andato peggiorando rispetto alla decade precedente), Steve Albini – un nerd di provincia incazzatissimo e terribilmente frustrato, figlio di poveri immigrati italiani – decise che era venuto il momento di agire. Per fare cosa o andare dove, probabilmente non lo sapeva nemmeno lui e a noi non è dato saperlo; quello di cui ci è giunta voce, è racchiuso nei solchi (indelebili, incendiari, istrionici) di 'Atomizer', un disco che qualcuno acutamente ha definito “un opera cruda ed iperrealista” e che potrebbe essere assurta a monumento musicale per tutto ciò che è brutto, cattivo e politicamente scorretto...in poche parole, una bandiera della rivolta violenta.

“He had what they call passing complexion.”

Una sotterranea carriera da critico musicale nell'ambiente di Chicago e svariate incisioni casalinghe, culminante in una serie di singoli all'epoca non così noti, sono il lasciapassare che consentono ad Albini di poter finalmente diffondere tra le masse la quantità spropositata di frustrazione e provocazione che gente come i Suicide aveva già cercato di raccontare: peccato che questi non immaginavano nemmeno che fosse possibile farlo con tale durezza nei suoni e nelle parole.

“He'd been white, he'd been black / They asked him, black like that? /Yeah!”

Ebbene si, 'Atomizer' è un disco durissimo. Cattivo negli intenti e schifosamente provocatore/sfacciato in ogni frangente; sputa sentenze da dare fastidio, innestando groove meccanici – la rhythm box perenne, a sottilneare la marzialità di fondo – sopra a chitarre acide ('Stinking Drunk' e la diretta 'Big Money') o attraverso sfuriate epilettiche e paranoiche (i testi: “Set me on fire, Kerosene...”, “It's been a long time I know...”, e così via): basta che il clima generale rimanga costantemente impresso sulla frequenza del "shitty world" e che te lo faccia pesare fino a farti venire la nausea (“I hate myself for my weakness and my past sickens me”). Come se non bastasse è politicamente dubbio come raramente si è visto in giro, riottoso più di qualsiasi tendenza modaiola o manifestazione pacifista e altrettanto sprezzante contro quel ben pensare che in anni successivi lo stesso Albini spiegherà perchè essere “bianco”. “Stay with me, my five year old”.

I progetti successivi di Albini (Shellac e Rapeman) cercheranno spesso di ripetere la formula, talvolta con risultati immensi (su tutti 'At Action Park'), ma rasentando difficilmente l'aura malsana, fiera e futurista che un disco come 'Atomizer' ha saputo creare attorno a se per le generazioni successive.

[Mirko Quaglio]

Canzoni significative: Kerosene, Jordan Minnesota, Stinking Drunk.


Questa recensione é stata letta 3541 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:



tAXI dRIVER consiglia

High Confessions, The - Turning Lead Into Gold With The High ConfessionsHigh Confessions, The
Turning Lead Into Gold With The High Confessions
Dead Elephant - Sing The Separation EPDead Elephant
Sing The Separation EP
Jesus & Mary Chain - PsychocandyJesus & Mary Chain
Psychocandy
AA.VV. - Collisioni In CerchioAA.VV.
Collisioni In Cerchio
Hissing Tiles - BoychoirHissing Tiles
Boychoir
One Dimensional Man - You Kill MeOne Dimensional Man
You Kill Me
Psychic Paramount - IIPsychic Paramount
II
Oneida - Happy New YearOneida
Happy New Year
Uncode Duello - Uncode DuelloUncode Duello
Uncode Duello
Il Teatro Degli Orrori - / Zu - SplitIl Teatro Degli Orrori
/ Zu - Split