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Paracletus - Deathspell Omega (Season Of Mist)


Deathspell Omega - Paracletus
metal / black / sperimentale

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Voto utenti (230):

Produzione:
Anno: 2010




I Deathspell Omega giungono con "Paracletus" all'ultimo capitolo della loro trilogia sul rapporto Dio-Uomo-Satana, e a distanza di ben 6 anni dal monumentale "Si monumentum requires circumspicie" ci consegnano la perfetta chiusura del cerchio. Da quando usci' quel primo, spiazzante, capitolo ho sempre pensato che questi individui sarebbero diventati la piu' grande blackmetal band in circolazione. Voi pensatela come volete, ma le 10 tracce contenute in questo disco sono roba che gli altri semplicemente si sognano! Paracletus probabilmente non possiede la spiazzante carica innovativa dei due precedenti dischi, ma ne e' la sintesi perfetta e matura. I brani lasciano allibiti per capacita' tecnica e di rielaborazione dell'immaginario sacrale e della pura furia incontrollata messi in luce nei precedenti capitoli. Il lavoro di batteria e' enorme per tecnica e raffinatezza, mentre forse la cosa che piu' salta all'orecchio e' l'inedita presenza di un basso evidente e ferale, fondamentale nell'architettura di brani come "Dearth", "Epiklesis II" o "Apokatastasis Panton", nonche' di una produzione finalmente piu' pulita, in grado di far risplendere l'incredibile lavoro in fase di arrangiamento delle chitarre. Per poco piu' di quaranta minuti tutto e' sconvolgente, per esecuzione, atmosfera e una fantasia compositiva in grado di manipolare il riffing black con elementi a tratti riconducibili al mathcore, al technodeath, al postmetal, e a qualsiasi altro genere estremo esistente o ipotizzabile. Questo e' il motivo per cui sono certo che questo album lascera' a bocca aperta chiunque ascolti musica in qualsiasi modo "estrema", e questa e' la principale forza di una band immensa. Paracletus, sono sicuro, e' un album che in futuro in molti vanamente cercheranno di imitare e che forse, nemmeno i Deathspell Omega stessi riusciranno piu' ad eguagliare. E questa e' una consapevolezza che ne rende l'ascolto tanto estasiante quanto traumatico al contempo, ma irrinunciabile per questo e probabilmente per molti anni a venire.

You were seeking strength, justice, splendour! You were seeking love!Here is the pit, here is your pit! Its name is SILENCE...

[Cristiano Perin]

Canzoni significative: Abscission, Phosphene, Dearth, Devouring famine, Apokatastasis Panton.

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