ÔĽŅ

Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio
  [ rock ] metal punk indie experimental pop elettronica

Nadja - Autopergamene (Essence)

Ultime recensioni

Orange Goblin - Science Not FictionOrange Goblin
Science Not Fiction
Crypt Sermon - The Stygian RoseCrypt Sermon
The Stygian Rose
Shooting Daggers - Love & RageShooting Daggers
Love & Rage
Galg - TeloorgangGalg
Teloorgang
Haunted Plasma - IHaunted Plasma
I
Louvado Abismo - Louvado AbismoLouvado Abismo
Louvado Abismo
Ulcerate - Cutting The Throat Of GodUlcerate
Cutting The Throat Of God
Sumac - The HealerSumac
The Healer
Uboa - Impossible LightUboa
Impossible Light
The Obsessed - Gilded SorrowThe Obsessed
Gilded Sorrow
The Crypt - The CryptThe Crypt
The Crypt
Gnod - Spot LandGnod
Spot Land
Greenleaf - The Head And The HabitGreenleaf
The Head And The Habit
Robot God - Portal WithinRobot God
Portal Within
Earth Tongue - Great HauntingEarth Tongue
Great Haunting
Darkthrone - It Beckons Us AllDarkthrone
It Beckons Us All
Shellac - To All TrainsShellac
To All Trains
Julie Christmas - Ridiculous And Full Of BloodJulie Christmas
Ridiculous And Full Of Blood
Dodsrit - Nocturnal WillDodsrit
Nocturnal Will
Black Pyramid - The Paths Of Time Are VastBlack Pyramid
The Paths Of Time Are Vast

Nadja - Autopergamene
Titolo: Autopergamene
Anno: 2010
Produzione: Aidan Baker
Genere: rock / post-rock / shoegaze

Voto:
Produzione:
Originalitŗ:
Tecnica:




La prolificità di Aidan Baker rasenta l'inquietante. Da quante ore è composta la sua giornata? Dormirà mai quest'uomo? Ce lo domandiamo in tanti visto che, intestando dischi a sé stesso o ai Nadja o coinvolta in collaborazioni, la sua mente secerne una media di un'uscita mensile che, a volte, si restringe in quindicinale. E non stiamo parlando di roba che si trova in edicola, parliamo di musica. Certo, non si possono pretendere costanti punte di eccellenza, ma è pur vero che l'affaccendato Aidan non è mai sprofondato in bassezze e dintorni.

Il potere comunicativo ed evocativo della sua principale creatura, i qui presenti Nadja, è andato raffinandosi negli ultimi anni, quando le aree ambient si sono espanse nel tessuto umorale del duo (perché in squadra c'è anche la bassista Leah Buckareff) fino a raggiungere in "Thaumogenesis" del 2007 l'apice espressivo.

"Autopergamene", sia nel continuo gioco di immersioni ed emersioni, sia nelle stasi amniotiche √® stretto parente di "Thaumogenesis". Suoni disciolti e opacizzati da una lieve nebbia acustica tentano di farsi spazio lampeggiando e svanendo, confondendosi giusto a ridosso di questa superficie semi-trasparente che permette solo di intravederli. Dopo quasi dodici minuti di sospensione affiora uno shoegaze slabbrato edificato su una distorsione rivestita di grumi luccicanti e che rallenta sempre pi√Ļ fino ad agonizzare e prolungarsi in un lungo respiro che si estingue con calma: questi i venticinque minuti di "You Write Your Name In My Skin" (che non di rado richiamano gli Swans di "Soundtrack For The Blind"). A far da contraltare alla placida, seppur sofferta atmosfera del brano d'apertura, giunge la greve ed elefantiaca movenza di "You Write My Name In Your Head", un asfissiante doom che strizza l'occhio ad un industrial che martella la psiche e che confluisce nei ventisei minuti della successiva "You Write Your Name In My Blood": timidi cenni di chitarra acustica gravitano come la polvere per lasciar spazio alla nuova eruzione di magma che va poi diradandosi, si assottiglia fino alla scia di voci che s'intrecciano ripetendo il titolo del brano.

Baker non rivisita la formula compositiva, che non riserva invero nessuna sorpresa per chi abbia già un minimo di confidenza con l'universo sonoro dei Nadja. Ma la cosa importa molto poco. "Autopergamene" ci solleva dal pavimento e ci accompagna in un piccolo mondo dai contorni sfumati, dove acqua, terra e cielo si compenetrano, mescolandosi in una visionaria composizione surrealista. Se alla musica chiedete di trasportarvi lontano da qui, coi Nadja il viaggio è pressoché assicurato.

[Marco Giarratana]

Canzoni significative: You Write Your Name In My Skin.

Questa recensione ť stata letta 2627 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:



Live Reports

13/04/2010GenovaMilk Club

NEWS


22/03/2009 Album di Cover

tAXI dRIVER consiglia

Don Caballero - What Burns Never ReturnsDon Caballero
What Burns Never Returns
Jambinai - ONDAJambinai
ONDA
Red Sparowes - Every Red Heart Shines Toward the Red SunRed Sparowes
Every Red Heart Shines Toward the Red Sun
Grails - Deep PoliticsGrails
Deep Politics
Paper Chase / Red WormPaper Chase / Red Worm's Farm
Paper Chase Meet Red Worm's Farm
Moin - Moot!Moin
Moot!
Really From - Really FromReally From
Really From
 Madrigali Magri
L'Avaro
Nadja - AutopergameneNadja
Autopergamene
 Miranda
Whale Shit