´╗┐

Home [ Recensioni ] News Speciali Live Reports Etichetta Negozio Radio Festival
  [ rock ] metal punk indie experimental pop elettronica

Long Distance Calling - Long Distance Calling (Superball)

Ultime recensioni

Human Impact - Human ImpactHuman Impact
Human Impact
Pearl Jam - GigatonPearl Jam
Gigaton
Stone Temple Pilots - PerdidaStone Temple Pilots
Perdida
Burzum - Thulean MysteriesBurzum
Thulean Mysteries
Slift - UmmonSlift
Ummon
Major Kong - Off the ScaleMajor Kong
Off the Scale
Body Count - CarnivoreBody Count
Carnivore
Sightless Pit - Grave Of A DogSightless Pit
Grave Of A Dog
Intronaut - Fluid Existential InversionsIntronaut
Fluid Existential Inversions
Mondo Generator - Fuck ItMondo Generator
Fuck It
Insect Ark - The VanishingInsect Ark
The Vanishing
Neil Young - ColoradoNeil Young
Colorado
Shitkid - Duo LimboShitkid
Duo Limbo
Lowrider - RefractionsLowrider
Refractions
Ovo - MiasmaOvo
Miasma
Greg Dulli - Random DesireGreg Dulli
Random Desire
Frayle - 1692Frayle
1692
Godthrymm - ReflectionsGodthrymm
Reflections
Kvelertak - SplidKvelertak
Splid
Envy - The Fallen CrimsonEnvy
The Fallen Crimson

Long Distance Calling - Long Distance Calling
Voto:
Produzione:
OriginalitÓ:
Tecnica:

Anno: 2011
Produzione:
Genere: rock / post-rock / post-metal



Ci avevano lasciati nel 2009 col promettente "Avoid The Light" che segnava finalmente un deciso passo in avanti in un percorso evolutivo dai risvolti ipoteticamente curiosi. Pensavamo che, magari sporcando di piu' il lato metallico della loro proposta, i Long Distance Calling avrebbero raccolto lo scettro abbandonato poco decorosamente dai Pelican con le recenti (soporifere) sortite. Invece i cinque tedeschi continuano a promettere e promettere senza mai mantenere in pieno.

Giunti alla fatidica prova del nove, i LDC ritornano con sette nuove composizioni che non aggiungono nulla a quanto gia' proposto in passato. Solito post-rock strumentale dalle vaghissime tinte post-metal spalmato su spartiti affetti dalla consueta logorrea, che vanno dai quasi sei agli oltre undici minuti.

Non c'e' nessuna sorpresa in termini stilistici e, ok, si puo' anche chiudere un occhio. Ma gia' guerci, non ci sentiamo di chiudere anche l'altro davanti a quel poco di creativo che i nostri propongono all'interno di un sound fortemente codificato. Non e' tanto il Gia' Sentito quanto il Senza Mordente a nuocere gravemente alla salute di questo terzo capitolo dal metonimico titolo di "Long Distance Calling". In generale, le costruzioni melodiche sono alquanto prevedibili e per una band che suona musica strumentale la latitanza di temi epici o personali e' davvero una profonda deficienza. Le cose migliori stanno nelle venature anni '70 di "The Filgrin D'an Boogie" e nei timidi cenni R&B di "Timebends", segno che qualche lieve spinta a venir fuori dai luoghi comuni in fondo c'e'. Ma quando tentano aperture piu' possenti, i LDC procedono col freno a mano azionato, come in "Arecibo" o nella finale "Beyond The Void".

Dopo Peter Dolving dei The Haunted in "Satellite Bay" e Jonas Renkse dei Katatonia in "Avoid The Light", e' qui rispettata la regola che prevede la comparsa di un vocalist in almeno un brano: stavolta tocca a John Bush - invero il cantante migliore che gli Anthrax abbiano mai avuto e che hanno poco cordialmente scaricato - sbucare in "Middleville", dimostrando di avere sempre una gran voce ma dando vita ad una lunga power ballad che non lascera' profonde tracce nella storia del rock.

Insomma, i Long Distance Calling sembrano proprio delle eterne promesse che non verranno mai mantenute. Troppo impauriti per osare un po' di piu' o troppo comodi sul consumato divanetto che un tempo era trendy? Non riusciamo a capirlo. Ascoltandoli sembra di rivivere quelle odiose scene nei ricevimenti scolastici in cui la professoressa di turno, col suo irritante sorrisino professionale appeso sotto il naso, informa puntualmente i genitori di avere un/a figlio/a che: "ha grandi potenzialita', ma potrebbe fare molto di piu'". Ecco.

[Marco Giarratana]

Canzoni significative.: The Filgrin D'an Boogie; Timebends.

Questa recensione Ú stata letta 1315 volte!
Voto utenti:
Vota Questo Disco:



tAXI dRIVER consiglia

Slint - SpiderlandSlint
Spiderland
LL'Altra
In The Afternoon
Jambinai - ONDAJambinai
ONDA
Brutus - NestBrutus
Nest
Red Sparowes - Every Red Heart Shines Toward the Red SunRed Sparowes
Every Red Heart Shines Toward the Red Sun
65 Days Of Static - The Fall Of Math65 Days Of Static
The Fall Of Math
Paper Chase / Red WormPaper Chase / Red Worm's Farm
Paper Chase Meet Red Worm's Farm
*Shels - Plains Of The Purple Buffalo*Shels
Plains Of The Purple Buffalo
Grails - Deep PoliticsGrails
Deep Politics
Don Caballero - What Burns Never ReturnsDon Caballero
What Burns Never Returns