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Mare - Mare EP (Hydra Head)

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Mare - Mare EP
Autore: Mare
Titolo: Mare EP
Etichetta: Hydra Head
Anno: 2004
Produzione:
Genere: metal / post-metal / sludge

Voto:



Un nome che a noi italiani fa pensare tutto tranne che all'hardcore e al doom. Eppure Ŕ quello che propongono questi tre ragazzi canadesi all'esordio su Hydrahead capace fin da subito di inserirsi fra le migliori uscite della label.

Il disco inizia con pochi accordi puliti e, se non avessi letto il marchio Hydrahead, avrei potuto aspettarmi una band di indie-post-rock. L'impressione dura pochi secondi. Scarica di doppio pedale e riffone mammuth ultra-mega-distorto. In meno di un secondo si stanno frullando Neurosis, Isis e Melvins. Urla disperate su una batteria in primo piano che non smette un attimo di muoversi pur suonando a pochi bpm. A metÓ canzone Ŕ come se entrassero i Deftones (vi giuro) ma nel giro di dieci secondi vengono presi a calci nel culo e i Neurosis riportano il brano nella carreggiata doom-disperata.

Ok, avete capito di trovarvi di fronte una band fantastica ma avete giÓ capito come suona?? Niente di pi¨ sbagliato.

"They Sent You", secondo brano dell'EP e traino dell'album sul sito dell'etichetta con MP3 gratuito, parte con voce angelica che finisce su un riff che non pu˛ non indurvi all'head-banging. Al terzo minuto inizia il viaggio verso il finale. Il riff rallenta rallenta rallenta ma sembra non finire mai. Cresce il rumore. All'apice si asciuga tutto e rimane una nota, ripetuta. Da sola. Poi un mammuth (potete sentirne pure il verso!!) che esce dallo stereo e ti travolge. Altro crescendo rumoroso. 3 accordi puliti stupidissimi (ma bellissimi) e il brano finisce.

"Tropics" ha i bassi tipici di gente come Earth e Sunn O))). Ma alla voce sembra di sentire Maynard James Keenan. Prima sembrano i Tool, ma con una batteria jazz e con basso e chitarra in secondo piano a creare un'atmosfera malata. Il brano si contorce fino a scaturire in "Palaces". Nel brano in questione il singer distrugge 20 anni di urlatori. E' incredibile la disperazione che trasmettono le sue urla demoniache. Poi una serie di arpeggi post-rock che si concludono in un vortice di batteria e rumore. Pausa. Un accordo di chitarra pulita e si riprende con le urla e la potenza che continuano fino al finale del disco: di nuovo la voce angelica di "They Sent You" che si trasforma in disperazione e promette vendetta iniziando a gridare maleficamente sopra ad un doom/noise di rara intensitÓ. Il disco finisce. E noi siamo stati divorati dai Mare.

3 ragazzotti canadesi che con gli strumenti in mano diventano un mostro affamato di morte.

Siamo di fronte ad un piccolo miracolo: una band che Ŕ riuscita ad evolvere in maniera personale i suoni pi¨ potenti degli ultimi 15 anni. Neurosis, Melvins, Isis, Tool sono stati triturati e migliorati.

Certamente valutare cosý una band con solo 5 canzoni all'attivo Ŕ quasi spregiudicato ma, anche voi, dopo aver ascoltato il disco in questione, sarete della mia stessa idea.

[Dale P.]

Canzoni significative: tutte.

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