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Deflore - Human Indu[B]strial (Subsound)

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Deflore - Human Indu[B]strial
Titolo: Human Indu[B]strial
Etichetta: Subsound
Anno: 2006
Produzione:
Genere: metal / industrial / alternative

Voto:



Che piacere sentire questi dischi. Sono quei classici lavori che riprendono un genere un po' dimenticato, messo da parte dalle mode, cercando di proiettarlo nel futuro. Stiamo parlando di quella splendida stagione del metal industriale degli anni '90, quando ancora l'elettronica non era stata fagocitata dalle grandi produzioni 'heavy', e un manipolo di bands avveniristiche affidava interamente la propria sezione ritmica a samples e drum machines. Godflesh, Ministry, Prong, Die Krupps ci regalarono i loro grandi capolavori, poi il nulla.

Questi Deflore (numero di catalogo 001 per la neonata Subsound records, ottimo esordio!) riprendono il filo da dove si era spezzato, e proseguono nella direzione di un suono monolitico e ripetitivo, forte di contaminazioni attualissime che vanno dallo stoner (arrivando spesso a soluzioni simili ai connazionali Ufomammut) al postcore di Isis e compagnia. Undici tracce strumentali, prodotte in modo eccellente: un ascolto arduo che rende al massimo su impianti potenti (questa non è roba da walkman...). L'elettronica è programmata con rara perizia, e rappresenta a mio avviso il punto forte dell'intero lavoro, in quanto i pattern chitarristici, non proprio originalissimi, difficilmente reggerebbero ascolti prolungati senza annoiare gli orecchi meno esperti. Tra bordate spaventose e campionamenti metalmeccanici si giunge ogni tanto a fraseggi più soffusi, in cui le dissonanze si smussano e c'è tempo (poco) per respirare. In questi frangenti i due musicisti romani mi sembrano una versione dub dei Tool. Solo che a partire da questi 'stati' non approderemo a complessi barocchismi armonici, ma al freddo acciaio di un orologio mastodontico.

Mi auguro (da estimatore del genere) che questa band osi ancora di più in futuro: tra questi solchi sento le potenzialità di un nuovo modo di intendere il rock industriale. E, senza scomodare troppo il vecchio Broadrick (che ha continuato a cantare in tutti questi anni), un'altro felice capitolo del rapporto uomo\macchina.

[Morgan]

Canzoni significative: S-Zwein, Connect.



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